Una startup Ucraina, PassivDom, ha realizzato e messo sul mercato una linea di case modulari che si costruiscono assemblando blocchi pre-stampati con tecnologia 3D Printing. Il modulo base è di 36 mq, e può essere accorpato in modo da realizzare abitazioni di grandezza multipla. Tutti pezzi del modulo base sono realizzati in 3D printing e poi assemblati manualmente: il processo di stampa si conclude in 8 ore.

PassiveDom

Il modulo abitativo base ModuleOne

La soluzione abitativa può essere fornita come infrastruttura base, oppure arredata con mobili a loro volta stampati in 3D, e persino integrata con gli impianti necessari per viverci dentro confortevolmente (acqua, sanitari, energia). Il modulo base costa poco meno di 30.000 euro, mentre la versione totalmente attrezzata (e anche completamente autonoma da un punto di vista energetico grazie ai pannelli solari integrati nel tetto e un sistema di batterie ricaricabili) viene proposta a circa il doppio del prezzo.

PassiveDom

La struttura ModuleOne completata e rifinita
Anche grazie alla oculata scelta dei materiali, il sistema energetico è in grado di riscaldare adeguatamente gli ambienti interni fino a una temperatura esterna di -20 C, lasciando a disposizione sufficiente energia elettrica per gli altri usi domestici anche in condizioni di assenza di sole.
Per promuovere la loro soluzione vogliono applicare alle loro case il concetto di “test-drive”, permettendo ai potenziali clienti di vivere qualche giorno in un modulo appositamente predisposto e toccare con mano la qualità dell’esperienza.
PassiveDom non è peraltro la prima startup innovativa che si cimenta con l’uso del 3D printing per costruire abitazioni. L’italiana CSP di Massa Lombarda ha lanciato fin dal 2014 il progetto WASP che ha l’obiettivo di stampare direttamente in 3D semplici abitazioni che possano essere usate nella zone più povere del mondo.
La scorsa estate, utilizzando la loro stampante BIG DELTA WASP 12, alta 12 metri, i tecnici di CSP hanno stampato completamente la struttura di una casa di argilla e paglia, alta quasi 3 metri, pensata esplicitamente per un utilizzo nelle aree rurali del terzo mondo.
Per stampare i 270 centimetri di muro di argilla e paglia del diametro di 5 metri, sono state utlizzate circa 40 tonnellate di materiale e impiegate circa 45 ore di stampa, consumando 2 metri cubi d’acqua e 200 Kwh. I costi operativi sono stati veramente minimi: 32 euro per l’energia, 3 euro per l’acqua, 10 euro per la paglia, 3 euro per la benzina della motozappa. Un totale di 48 euro per la produzione di un ricovero in grado di reggere a piogge e maltempo.
PassiveDom

La stampa della struttura abitativa in argilla e paglia fatta con BIG DELTA WASP nell’estate 2016

Articolo precedenteGiornali e libri strumenti di buona informazione e cultura. Le proposte della Filiera 20 aprile
Articolo successivoI sogni diventano realtà: auricolari traduttori simultanei
Independent Strategic Consultant Università degli Studi di Torino. Strategic Innovation Advisor, Master MAINS - Scuola Superiore Universitaria S.Anna di Pisa. Già in Tim fino al 2016.