Complimenti alla nostra squadra Nazionale di calcio Campione d’Europa! Una vittoria sportiva non cambia sostanzialmente la situazione sociale ed economica, ma migliora la brand-identity e l’autostima. E quando un Paese si identifica con la vittoria i suoi assets istituzionali ne traggono giovamento. Di più: è un’autogratificazione individuale per tutti i cittadini, una fluidificazione per i rapporti interpersonali, una spinta alla condivisione di obiettivi comuni. E’ l’energia stimolata dall’emozione, dal sentimento di orgoglio dei vincenti. A Wembley gli italiani non erano molti, ma in Italia più di 20 milioni di cittadini hanno condiviso tre ore di passaggi, lanci, tiri, gol e parate, smorfie e tripudi. Il risultato sportivo è diventato un grande successo di marketing nazionale. Buon per l’Italia intera!
223 – PATRIOTI NARCISI
Advertiser, sponsor, partner, supplier, endorser: tutti felici del successo del calcio nazionale e dietro di loro felici produttori e commercianti che sostengono l’economia, felici mass media, social e influencers nostrani, felici consumatori e fans. E’ l’effetto valanga di una serie di partite positive che coincide casualmente con le iniziative di governo per uscire dalla crisi economica e pandemica. Ripresa economica, stime di PIL in crescita, imminente arrivo di finanziamenti europei, crescita indici di fiducia dei consumatori e turismo fanno sperare bene, ma restano i rischi collegati con la reale capacità di usare le risorse, di salvare i posti di lavoro a rischio, di intervenire sulle disuguaglianze sociali, di preservare un comportamento sociale anti-pandemico e soprattutto di accelerare la digitalizzazione e semplificare la burocrazia. Secondo l’ISTAT un terzo delle imprese italiane considera gli oneri amministrativi e burocratici un ostacolo allo sviluppo delle proprie capacità. Deloitte stima in 57 miliardi di euro il costo della burocrazia per le imprese italiane. Buona cosa guardare oltre lo specchio!
224 – PRESTO SUGLI SCHERMI 
Emozioni prossime: Giochi Olimpici a Tokyo. Numeri grandi nel mondo: lo spettacolo, dal 23 luglio all’8 agosto, sarà distribuito in 36 specialità e 339 gare. Le restrizioni alla partecipazione del pubblico gioveranno ai mass media e a tutti i mezzi digitali. Gli italiani in gara saranno 384 (198 uomini e 186 donne), comprese le squadre di pallavolo maschile e femminile, pallanuoto maschile, basket maschile e softball. Nel 2016 in Brasile, gli italiani hanno conquistato 28 medaglie (8 0ro, 12 Argento, 8 Bronzo) ma ai Giochi sarà facile emozionarsi anche per performances inebrianti di atleti stranieri. Il Comitato olimpico giapponese ha raccolto circa 3 miliardi di dollari dalle 68 (!!!) sponsorship internazionali. Per conto suo il Comitato Olimpico italiano, oltre ai partner worldwide, accompagnerà la squadra italiana con Emporio Armani, Kinder, Toyota, Fastweb, Allianz, Herbalife, Amadori, Rio Mare, Esselunga, Axpo, Coldiretti e Barilla. https://tokyo2020.coni.it/it/
225 – OLYMPIC RULES
Sponsor e atleti di tutto il mondo non hanno del tutto risolto i problemi della normativa pubblicitaria dei Giochi Olimpici. Una volta i Giochi erano senza pubblicità e gli atleti erano dilettanti. Oggi tutto lo sport è professionale e fa parte del mondo economico. Tuttavia la Regola 40 del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) disciplina rigorosamente la pubblicità impedendo a singoli atleti di fare da testimoni, nel periodo dei Giochi, ad aziende non contrattualizzate dal CIO stesso. L’obiettivo è quello di impedire il cosiddetto ‘ambush marketing’ da parte di aziende che non sono sponsor ufficiali o che ne sono competitor. Già per i mass media è difficile rispettare queste regole, per i social (twitter, instagram, facebook …) sembra impossibile. Benché il CIO abbia delegato al controllo i Comitati nazionali (gonfi a loro volta di altri sponsor locali), le regole appaiono anacronistiche e impossibili. Un recente protocollo del Comitato Esecutivo del CIO, come novità per Tokyo, autorizzerebbe atleti e sponsor a ‘ringraziarsi’ sui media ma senza citare abbinamenti e neppure riferimenti indiretti con le performances e i marchi dei Giochi. Chissà come funzionerà nella pratica! https://olympics.com/athlete365/app/uploads/2020/12/Athlete365_Commercial_Opportunities_10c.pdf
Articolo precedenteLucia Martinelli eletta presidente della EPWS
Articolo successivo“Intelligence e diritto. Il potere invisibile delle democrazie” di Mario Caligiuri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it