Telecom Italia considera “un diritto dell’uomo, inalienabile” il diritto alla privacy e ha adottato tutte le misure per garantire la massima sicurezza  dei  dati che raccoglie nel corso dei rapporti con i suoi clienti.   Lo ha detto l’amministratore delegato del Gruppo, Marco Patuano, in una intervista stile “Invasioni barbariche” a cui Daria Bignardi lo ha sottoposto nell’ambito del BlogFest 2013 di Rimini. Per chi ne ha voglia a questo link c’è l’intera intervista. Molte le domande dei blogger collegati, tra cui la veterana Anna Masera, de La Stampa che ha posto a Patuano una domanda sulla neutralità della rete. Altre domande hanno riguardato le scelte di Telecom Italia sul “progetto musica”, le sponsorizzazioni dei concerti, la musica in rete. “Lavoriamo sulla legalità della musica in rete”, ha detto Patuano, spiegando che i gruppo ha raggiunto un accordo con le Major musicali per l’utilizzo dei diritti. “Amo la musica – ha detto Patuano – e voglio che l’industria della musica non muoia. Voglio che i contenuti musicali siano in rete, ma siano in rete con qualcuno che paga”.

Più articolato il discorso sul diritto alla privacy. Telecom Italia ha “investito molti soldi in Data Center di nuovissima generazione”.  Patuano ha posi spiegato che al mondo ci sono due modi per considerare la privacy: in Europa è considerata un diritto dell’uomo e come tale inalienabile e inviolabile. In altri Paesi, come negli Stati Uniti e in gran parte del mondo anglosassone, è considerata un diritto commerciale, tanto da essere regolata dalla Trade Commission. In Usa quindi alcune informazioni sono molto protette, come quelle sanitarie (per le ricadute sulle assicurazioni), altre sono considerate come pure informazioni commerciali. “In rilievo quindi viene la filosofia che sta dietro il trattamento. Io sono convinto – ha concluso Patuano – che è un diritto inalienabile”.