Le postille di Paolo Lutteri29 gennaio 2026
Senza sintassi logica il pensiero è immaturo. Chi nel mondo ha identificato la società di oggi come ‘fluida’, e ne ha fatto teoria, ha espresso la difficoltà di utilizzare oggi un percorso coerente e costante di conoscenza e di azione. Quel che succede in certe dichiarazioni politiche americane, ma non solo, è sconcertante.
Anche i più banali meccanismi di causa ed effetto sembrano soggetti a valutazioni estemporanee, senza elementi razionali, senza giudizi completi, con suggestioni distopiche senza basi ideologiche morali. Violenza, millanteria, incoerenza e disimpegno sempre e comunque. Fare e disfare, dietro l’angolo.
Taluni atteggiamenti e maniere nel nostro pianeta sembrano eludere razionalità, etica e ordine ‘classico’. Si fanno progetti, contratti e regolamenti con effetti retroattivi o con facoltà di dissolvenza, che significano incertezza e dubbi sui percorsi futuri. I capi di governo, in particolare, guardano al presente, sul futuro si compiacciono lanciando qualche slogan (pace, sicurezza, benessere …). Come dire: poi vedremo come fare. Le pianificazioni strategiche, industriali e tecnologiche, sono in mano a commercianti privati ricchi, ovviamente a modo loro, e a spese degli altri. Progetti comuni per il mondo non sono condivisi. La solidarietà è scarsa, antagonisti ovunque, ‘fuori e anche dentro’, come dice Draghi. E come dice Mattarella: ‘senza regole si torna alle barbarie’.
Che filosofia e scienza abbiano in comune la logica e il metodo, e che debbano ispirare lo sviluppo culturale, tecnologico e sociale, sembra considerato anacronistico. Ignoranza? Voglie predatorie? Anche sintomi di follia. I protagonisti sono alla ribalta, non occorre fare l’elenco.
Si fa fatica ad immaginare un avvenire credibile e sostenibile. I cambiamenti climatici o l’inquinamento atmosferico renderanno difficile la vita sociale, ma sul palcoscenico si vede la leggerezza della civiltà fluida, dove pare che molti, delegati ad intermittenza, vogliano fuggire da impegni di responsabilità e preferiscano esternare o ascoltare spacconate di chi si fa bello col sacrificio degli altri, magari per ostacolare la transizione energetica, negare i cambiamenti climatici, rifiutare immigrati, reprimere contestazioni, cercare terreni nell’Artico o costruire immobili turistici in Palestina, dopo che qualcuno l’ha rasa al suolo.
Strategie? No. Pensieri senza sintassi o ‘balle spaziali’, direbbe Mel Brooks. Allora, citando Borrelli: ‘resistere resistere resistere’. E fare anche qualcosa in più.
Paolo Lutteri
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it