Graziella Tonfoni, già pioniera testimonial e veterana di una epoca fondamentale per la storia della scienze computazionali – era conclusasi con la fine del secolo scorso – ha dedicato il biennio 2012-2013 alla costante e continuativa promozione degli studi di ecologia della informazione, in particolare sostenendo la urgenza di definire e garantire criteri solidi per una selezione efficace nella trasmissione di una letteratura italiana sostenibile, in un contesto europeo. Continuando ad operare nell’ambito di una didattica accademica interdisciplinare, come cultural scientist indipendente, procede rispettosa delle molteplici diversità espressive, che caratterizzano la euro-zona, indicando le contraddizioni di certe omologazioni artificialmente prodotte, sottolineando la importanza di mantenere le asimmetrie espressive, come valore culturale aggiunto. Si è quindi pronunciata a favore della conservazione del biotopo critico, di dimensione regionale, come appare evidente nei suoi più recenti saggi del 2013, di stile letterario, rispettivamente:

Graziella Tonfoni, 2013, Per un osservatorio dei flussi narrativi costanti e delle letterature sostenibili in lingua italiana, in: Alma Mater Studiorum Digital Library & Asterisco, Bologna, pp.1- 112

Graziella Tonfoni, 2013, Europeistica. Saggi surreali e recensioni iperboliche di Graziella Tonfoni sulle opere di Tonfoni Graziella 2012-2013, in:  Alma Mater Studiorum Digital Library & Asterisco,  Bologna,  pp. 1-50

Questi due agili libretti di Economia Saggistica, rappresentano anche una Saggistica Economica a sé, dato che è la stessa autrice a volere tenere il passato scientifico glorioso, conclusosi secondo lei, proprio con l’avvento di Facebook, dei social network, di Twitter, completamente distinto e distante dal presente globalizzato, frastornante, interconnesso.

Soprattutto data la accelerazione estrema imposta dalle tecnologie dell’informazione, che richiedono nuove analisi e ben diverse metodologie, rispetto a quelle stesse prassi interpretative ed educative valide anche solo quindici anni fa, archiviate e catalogate per gli storici devono restare le testimonianze che documentano approcci definibili oggi addirittura arcaici ed antichi, arcadici e quindi non più funzionanti nella realtà attuale del tutto modificatasi. Importante valorizzare attraverso una accurata operazione di mediazione linguistica, chi rispetti le autonomie e le imprenditorialità di ogni singola regione, ecosistema, realtà geopolitica, idioma e dialetto.