Un sistema di protezione europeo contro la propaganda e l’attività di disinformazione dei regimi autoritari in Europa. È quanto proposto dall’organizzazione Reporter Senza Frontiere (Rsf) che ha invitato i capi di stato e di Governo del Consiglio europeo a colmare un vuoto ed a mettere in atto un quadro giuridico adeguato.

Il tema sul quale si muove Rsf è di strettissima attualità. Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio scorso, infatti, i media indipendenti russi sono stati isolati. I social network sono stati oscurati e la Duma (il Parlamento russo) ha dato l’ok alla legge che prevede pesanti sanzioni, fino a 15 anni di carcere, per la pubblicazione di presunte “fake news” relative alle attività della Russia all’estero.

Tra il 24 e il 28 febbraio su TikTok molti influencer popolari in Russia hanno diffuso questo messaggio: “Ragazzi penso che tutti vi siate accorti come i social network siano diventati veicolo di una guerra di informazione. Gli utenti sono diventati fonte di disinformazione e provocazione. Non siate vittima di tutto questo. La verità è che il nostro popolo nel Donbass è vittima di attacchi da 8 anni. Muoiono non solo i civili, ma anche tantissimi bambini. (…) Penso che bisogna porre fine a tutto questo. La Russia non vuole la guerra, viviamo in pace”.

Una propaganda che, stando ad un recente sondaggio del Russian public opinion research center (Vtsiom), starebbe dando i suoi risultati: il 60% dei russi sosterrebbe la guerra del presidente Putin. “Le democrazie non possono restare inerti di fronte alla propaganda scaricata dai regimi autoritari in Europa, ma è necessario un quadro giuridico adeguato. – ha affermato il segretario generale di Rsf Christophe Deloire – Chiediamo all’Ue di dotarsi di un sistema di protezione efficace e legittimo affinché la globalizzazione dell’informazione non promuova la propaganda a scapito dei media liberi e indipendenti, ma promuova la libertà di espressione, il pluralismo e l’affidabilità dell’informazione a livello nazionale”.

La proposta di Rsf consta nell’incaricare la Commissione europea di preparare un testo legislativo che dia alle autorità di regolamentazione nazionali il potere di fornire una risposta proporzionata e rigorosamente strutturata alla propaganda maliziosa e alle attività di disinformazione dei Paesi che violano sistematicamente la libertà di espressione. Il sistema potrebbe essere integrato nell’European Media Freedom Act, attualmente in fase di elaborazione da parte della Commissione europea.

L’obiettivo è porre rimedio alle asimmetrie tra Paesi aperti e chiusi, dove questi ultimi esportano la loro propaganda chiudendosi all’informazione indipendente. Ciò si baserebbe su due misure concrete: da un lato sull’instaurazione della parità di trattamento tra tutti i media audiovisivi che emettono sul territorio europeo e dall’altro sulla creazione di un meccanismo di reciprocità che condiziona l’apertura dello spazio pubblico europeo all’apertura reciproca da parte di terzi paesi del loro spazio informativo.