swissleaks

Pierre Bergé, amico e socio del grande Yves Saint Laurent, anche socio di Le Monde, si lamenta perché il suo giornale ha elencato le persone francesi (almeno quelle meglio conosciute) implicate nello scandalo di Swissleaks. Intanto la banca HSBC avrebbe aiutato più di 100mila persone (tra di loro 7.499 Italiani) a nascondere oltre 100 miliardi di euro di evasione fiscale. L’indignazione di Bergé si capisce, si deve ricordare che dal tempo del diritto romano l’“argumentum ad hominem” era proibito, non solo nella vita civile ma pure nel teatro e nella letteratura.

Dall’uscita nel 2010 del film The Social Network, mi sono stupito del fatto che nessuno sembrava colpito della novità di mettere in scena Mark Zuckerberg, una persona viva e conosciuta mondialmente.

Forse era uno dei primi segnali di un rovesciamento fondamentale, non solo della creazione scenica, ma pure della società. Stiamo passando dell’era dell’opacità a quella della trasparenza. Da Wikileaks alle rivelazioni di Snowden, arriviamo con Swissleaks alla terza tappa del nuovo equilibrio sociale che la Rete e tutto il mondo digitale è destinato a fare rispetto alle cose nascoste (intanto la predizione biblica diceva: “Tutto quanto nascosto sarà rivelato”). Swissleaks è molto più significativo di tutti gli altri segnali del futuro. Questa volta si tratta non più delle istituzioni, ma di individui, come me, come tutti voi.

La penetrazione nelle cose private non si ferma all’evasione fiscale. All’era dei Big Data, siamo tutti denudati. La nostra vita quotidiana è ormai alla portata di tutti, che possono servirsene: dalla moglie trascurata allo Stato, fino al negozio sotto casa. In verità i Big Data non sono ancora arrivati a maturità, però la velocità del progresso degli algoritmi di ricerca, raccolta e correlazione dei dati fa credere che si potrà costituire il nostro profilo rispetto a qualsiasi argomento o competenza, qualsiasi sia l’angolo: per la salute, per il marketing, per il governo.

Allora la domanda è questa: che tipo di etica emergerà quando la trasparenza sarà completa? Come costruire qualche strategia di evasione fiscale, non solo per evitare l’occhio della Guardia dei Finanza, ma anche quello del capo o della famiglia? Chi sarà ancora orgoglioso nel nascondere i soldi? Non si può immaginare o forse sperare che in una società sotto la luce e cioè trasparente si ritroverà il senso d’onore perso da secoli?

Derrick de Kerckhove