La diplomazia parlamentare guarda al futuro

A Budva, in Montenegro, nel cuore della XX Sessione Plenaria della PAM – l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo  guarda oltre la diplomazia tradizionale. attraverso la costruzione di una nuova infrastruttura della conoscenza parlamentare, capace di mettere l’intelligenza artificiale al servizio della cooperazione internazionale.

Nel suo intervento alla quinta riunione dei Segretari Generali dei Parlamenti membri e partner della PAM, Sergio Piazzi (Segretario Generale dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo) ha delineato un futuro che intreccia continuità istituzionale, innovazione amministrativa e trasformazione digitale. Una visione che pone i Parlamenti non più soltanto come luoghi della rappresentanza, ma come nodi intelligenti di una rete mediterranea della conoscenza.

Il ruolo strategico dei Segretari Generali

Il primo messaggio del Segretario Generale è stato politico e simbolico: riconoscere il ruolo dei Segretari Generali come “garanti istituzionali della continuità e dell’innovazione”. Non una funzione esclusivamente tecnica, ma una responsabilità strategica nel mantenere vivi i processi democratici e accompagnare il cambiamento.

Da questa consapevolezza nasce la nuova “Associazione dei Segretari Generali dei Parlamenti membri e partner della PAM”, organismo consultivo pensato per rafforzare il coordinamento amministrativo e rendere più strutturata e continua la cooperazione tra le istituzioni parlamentari mediterranee.

I vent’anni della PAM come occasione di trasformazione

Il 2026 rappresenta per la PAM una soglia simbolica importante: il ventesimo anniversario dell’Assemblea. Piazzi ha sottolineato come questo traguardo debba diventare l’occasione per guardare contemporaneamente indietro e avanti, rileggendo il percorso compiuto e ridefinendo le priorità future.

Armenia e Azerbaijan: la diplomazia dei ponti

Tra i passaggi più significativi dell’intervento vi è stato anche il riferimento all’ingresso di Armenia e Azerbaijan come membri osservatori della PAM. Un elemento che assume un forte valore geopolitico in una regione attraversata da tensioni e fragilità.

Per Piazzi, questo allargamento rappresenta il segno concreto della fiducia costruita dalla PAM negli anni e della sua capacità di favorire il dialogo attraverso un lavoro parlamentare costante, silenzioso ma strategico.

Il Mediterraneo come spazio cognitivo

Nel Mediterraneo delle crisi energetiche, delle guerre, delle migrazioni e delle trasformazioni digitali, la sfida non è più soltanto diplomatica. È anche cognitiva.

Significa costruire spazi condivisi di conoscenza, interoperabilità culturale e fiducia istituzionale. Significa immaginare parlamenti capaci di collaborare non solo attraverso documenti e dichiarazioni, ma tramite reti intelligenti di sapere condiviso.

Ed è forse proprio questo il nucleo più innovativo della visione espressa da Sergio Piazzi: trasformare l’esperienza accumulata in intelligenza collettiva, affinché la memoria non resti deposito del passato, ma diventi infrastruttura viva del futuro.

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