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“La politica non è estranea alla morale. Senza una politica pulita, quale esercizio di generosità, e senza coerenza, non si va da nessuna parte”. Questo è in sintesi il pensiero di Pier Luigi Bersani, ex segretario del Partito Democratico, intervenuto lunedì sera all’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) per partecipare al dibattito “Nostalgia o attualità della questione morale”, tema che ha preso spunto dal film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”.
All’appuntamento, organizzato dall’associazione “Amici di Media Duemila” nell’ambito degli “Incontri al Glicine” ed inserito nel cartellone di eventi della “Primavera di Cultura a Vico”, hanno preso parte anche la parlamentare del Pd Luisa Bossa, l’esponente politico locale Pasquale Cardone e il vicesindaco di Vico Equense, Benedetto Migliaccio. Ha moderato l’incontro il nostro direttore Maria Pia Rossignaud. Conosci Berlinguer? Questa la domanda che in sequenza viene ripetuta a tanti giovani che non sanno, non ricordano. Una carrellata di volti giovani che divertono, stupiscono e spaventano. La storia è storia, la memoria di ciò che siamo stati deve essere ricordata. Nel film dedicato allo storico leader PC tante le parole chiave drammaticamente importanti oggi: austerità, morale, dedizione, studio, competenza, politica e trasparenza.
“La questione morale è un tema che ha almeno trent’anni – introduce Cardone – e per i giovani è importante conoscere sia il pensiero di Berlinguer, che quello di un personaggio autorevole come Bersani, dai quali poter trarre spunti”.
“Oggi – aggiunge Maria Pia Rossignaud – l’elettricità significa trasparenza, significa velocità nelle scelte e nel dialogo. La trasparenza però non deve essere a senso unico, lo stato non può pretenderla solo dai cittadini. La Rete dà voce alle periferie, da dove partono segnali deboli che arrivano fino al centro, il contrario appartiene al passato”.
“Proprio sul tema delle tecnologie – sottolinea Luisa Bossa – Berlinguer aveva aperto tantissimo e aveva anche spiegato come potessero essere utili, alle donne e agli uomini, per garantire sviluppo, progresso, cultura e integrazione”.
Tutti temi che Pier Luigi Bersani ha approfondito, partendo da un excursus storico-politico per inquadrare la figura di Enrico Berlinguer “che tanti giovani conoscono bene, ma che alcuni nelle nuove generazioni pensano fosse un coreano, nonostante la sua figura e il suo pensiero rimangano di strettissima attualità”.
“Anche se spesso parlare di Berlinguer sembra trattare temi di un’altra era geologica – prosegue Bersani – molto di quello che siamo oggi, nel bene e nel male, deriva da lui. E chi beve l’acqua, deve sapere chi ha scavato il pozzo. Berlinguer arrivò in un periodo in cui in Italia si viveva una necessità di partecipazione. È vero, il compromesso non piaceva a nessuno, perché sembrava che i partiti si ammucchiassero. Eppure fu questo accordo a salvare l’Italia. In quel periodo, da quell’impaludamento, nacque anche la questione morale. Ma lungi da me, che sono del Pd, arruolare Berlinguer: lui sicuramente troverebbe da ridire sul “democratico”, una parola difficile che vuol dire tante cose, soprattutto una nuova politica. Ho un’idea della dignità della politica e per questo che ai ragazzi che si avvicinano alla politica dico: restare onesti non è un problema, perché basta esserlo. Fare politica vuol dire necessariamente morale, generosità, coerenza. Senza questi valori non si va da nessuna parte”.
Bersani chiude così: “Enrico Berlinguer, un politico orgoglioso e coraggioso, un uomo fiero delle sue origini sassaresi, morto sul continente, a nordest, come un soldato sardo partito per difendere la Patria”.

Dario Sautto