Intervista a Maurizio Pimpinella Presidente dell’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento A.P.S.P.

Mi parli un pò della sua vita, di cosa si occupa e come è arrivato a diventare presidente dell’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento A.P.S.P.?

Mi permetta di dire che, professionalmente parlando, sono cresciuto a “pane e pagamenti elettronici”. Le procedure di incasso e pagamento sono il centro del mio lavoro e della mia vita da più di trent’anni. Ho iniziato a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta a lavorare presso alcuni dei principali circuiti internazionali di pagamento, tra cui American Express e Diners International in cui ho ricoperto vari incarichi manageriali che mi hanno permesso di ricevere vari riconoscimenti a livello europeo. Nel corso di tale periodo, non ho solo imparato a conoscere questo mondo dal punto di vista tecnico ma, osservando come i pagamenti elettronici incidevano ogni giorno sulla vita delle imprese, ho anche capito l’importanza che ricoprono nel semplificare e rendere più sicura la vita dei cittadini. In seguito, ho lavorato come consulente per tanti importanti istituti bancari in Italia e all’estero per la gestione delle licenze Visa e Mastercard per l’emissione di prodotti di pagamento elettronici.

A questa esperienza si è poi affiancata quella nel mondo del turismo e di tutte le procedure di incasso e pagamento abilitanti per questo settore. A lungo ho lavorato in tale ambito realizzando importanti progetti che mescolano aspetti regolamentari, tecnologia, digitale e pagamenti per piattaforme dedicate alla conoscenza dei territori. Questo periodo di lavoro è stato poi arricchito, ad esempio, anche con la realizzazione dei progetti sull’utilizzo dei big data per migliorare le offerte ai clienti o la creazione di una piattaforma integrata internazionale dedicata agli operatori del settore turistico. A tutto questo si è affiancata la gestione delle piattaforme di incasso e pagamento per agenzie di viaggio e tour operator. Inoltre, col tempo, mi sono approcciato per la prima volta agli albori della blockchain e dell’identità digitale intuendone le potenzialità per lo sviluppo non solo del settore dei pagamenti ma di tutto il contesto digitale.

Le competenze maturate in questo ambito ambito sono state particolarmente importanti perché ho toccato con mano le potenzialità che una sinergia tra due delle principali industrie italiane (pagamenti e turismo) possono avere per lo sviluppo del Sistema Paese nel suo insieme.

Nel corso della mia carriera professionale, ho lavorato poi a vari progetti internazionali e questo mi ha favorito nell’approfondimento delle normative e dei modelli di business. Questo mi ha anche consentito di creare il primo corso di “Moneta elettronica e procedure d’incasso e pagamento” in Italia che ha condotto oltre 300 studenti ad interessarsi a questo ambito innovativo producendo interessanti tesi, anche di carattere sperimentale.

La creazione dell’Associazione che presiedo ( A.P.S.P., Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, www.apsp.it) è poi frutto dello studio delle norme e di una felice intuizione avvenuta nella seconda metà degli anni Duemila in previsione di alcuni innovativi cambiamenti della normativa di riferimento che introduceva nuovi attori nel circuito europeo accanto al tradizionale canale bancario.

Il risultato di queste novità è stato di aprire il mercato ad una vastissima platea di operatori non strettamente bancari, una novità inedita che poi si è rivelata rivoluzionaria. Quando l’economia digitale era ancora solo in potenza e il legame con le procedure di incasso e pagamento appena accennato, assieme ad un ristretto gruppo di soci fondatori, che allora sembravano solo dei folli, abbiamo deciso di creare un soggetto che fosse la casa di tutti quei nuovi operatori di tanti altri settori che stavano nascendo, o di quelli vecchi che avrebbero cambiato il proprio modello di business, per dare loro supporto tecnico, normativo e regolamentare nell’affrontare il cambiamento.

Col senno di poi, quell’intuizione si è rivelata estremamente azzeccata, visto che ora mi trovo a presiedere la più grande associazione europea del settore che annovera tutti i principali player del mondo dei pagamenti e molti che offrono soluzioni tecnologiche a loro supporto.

Quali sono scopo e attività dell’associazione che presiede?

I nostri scopi sono prevalentemente formativi ed informativi oltre a quelli relativi all’assistenza agli associati. L’Associazione, infatti, ha lo scopo di diffondere e favorire lo sviluppo, l’informazione e la conoscenza delle procedure di incasso e pagamento e per questo promuove attività di carattere culturale attraverso la realizzazione di studi, survey, webinar, pubblicazioni, convegni, eccetera.

Per la realizzazione di tali finalità, l’Associazione svolge inoltre un ruolo attivo nel processo legislativo e regolamentare attraverso un’attività di rappresentanza istituzionale e di collaborazione con le Autorità competenti per creare un contesto favorevole allo sviluppo dei servizi e sistemi di pagamento.

Cosa ne pensa del periodo storico che stiamo vivendo e quale supporto ha fornito A.P.S.P e ai propri soci?

Nell’attuale periodo storico, navighiamo a vista cercando di fare del proprio meglio. La pressione che stiamo sopportando da oltre un anno è notevole ma ritengo che il pacchetto di “competenze resilienti” che stiamo maturando negli ultimi mesi sarà di fondamentale importanza per riuscire a gestire anche le crisi che arriveranno in futuro. La pandemia deve essere l’occasione per avviare un approccio sistemico ed innovativo nei confronti di società ed economia. Ogni aspetto della vita è interconnesso e non possiamo pretendere di ragionare per compartimenti stagni: un particolare che le procedure di incasso e pagamento insegnano presto a capire essendo capaci di offrire una visione d’insieme prima impensabile.

E proprio per quanto riguarda i pagamenti elettronici, l’ultimo anno è stato dalla doppia faccia. Nell’ambito di una generale riduzione dei consumi, che ha coinvolto anche il comparto del commercio elettronico (ridottosi del 3% rispetto al volume totale di 268 miliardi di transazioni elettroniche), a dispetto di quanto si immagini, anche i pagamenti elettronici hanno visto una riduzione dei loro volumi rispetto al 2019. L’aspetto positivo è che, nonostante tale contrazione, la riduzione degli e-payments è stata solo dello 0,7% (come rileva l’Osservatorio Innovative Payments del PoliMI), segno che consumatori e cittadini hanno acquisito nuove abitudini di spesa e di consumo in un senso più digitale, il tutto tra l’altro prima che le principali misure normative cashless fossero del tutto attive. Il fatto che stia, anche lentamente, maturando una nuova consapevolezza nei confronti dei pagamenti elettronici e del digitale in genere rappresenta uno dei più importanti lasciti di questi mesi e per quanto concerne il rapporto con i nostri associati, mi piace pensare che nell’ultimo anno abbiano trovato la porta della “loro casa”, ovvero dell’A.P.S.P., sempre aperta. Dal primo lockdown in poi, infatti, abbiamo moltiplicato le nostre energie per essere sempre presenti e far sentire il sostegno dell’Associazione ai suoi membri con studi, iniziative, webinar di formazione e approfondimento, assistenza e collaborazione di ogni genere e oggi il supporto dato ci viene riconosciuto senza riserve.

Cosa si aspetta per il futuro?

Sostenibilità, digitale e semplificazione saranno i tre mantra che verranno cavalcati nei prossimi cinque anni. Ritengo che stabilire un orizzonte temporale più lungo sia poco credibile, basti vedere come sono state sconvolte le nostre vite nell’ultimo anno.

Queste saranno le tre principali aree di attenzione e sviluppo all’interno delle quali sia le imprese, sia i governi che i cittadini indirizzeranno secondo me i maggiori sforzi. I temi dell’ecologismo, della sostenibilità economica, finanziaria e dell’etica sono già ora centrali ma sono convinto che a breve andremo incontro ad un ulteriore ampliamento del loro perimetro. La semplificazione, che sia normativa o burocratica, sarà un obiettivo primario per tutti, mentre entrambi questi aspetti saranno avvolti dal “mantello” del digitale, l’unico strumento in grado di facilitarne davvero la realizzazione.

Parlando poi di tecnologie, due su tutte avranno uno sviluppo tale da divenire di uso comune: la biometria e la blockchain. Biometria e identità digitale, infatti, vedranno esponenzialmente ampliato il proprio impiego, dai documenti di riconoscimento, alla PA, alle procedure di incasso e pagamento fino ad arrivare alla fusione tra digitale e biologia.

Per quanto riguarda la blockchain, poi, sono convinto che da tecnologia di cui tutti parlano diventerà la tecnologia che tutti usano nelle attività di tutti giorni, anche perché  diventerà impossibile rinunciare alla sua utilità e  alla sua versatilità. Ogni settore sarà coinvolto da questa rivoluzione che secondo alcuni sarà addirittura più permeante di quella di internet. Dalla PA al Turismo ai contratti tra privati attraverso gli smart contract il futuro è “a blocchi e catene”, ovvero caratterizzato dagli elementi fondamentali di una blockchain che ne garantiscono l’immutabilità, la sicurezza e la certezza nel tempo.

Pimpinella

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.