Tecnologia e disinformazione

Anche le previsioni tecnologiche del 2022 pubblicate dalla IEEE Computer Society indicano che è necessario puntare ad una tecnologia che supporti il ​​rilevamento e la correzione della disinformazione. La notizia è riportata da Roberto Saracco nel suo Blog IEE Blog Future Directions.

Il problema a mio avviso è come e da chi deve venire il forte impulso verso l’implementazione degli strumenti utili a rilevare la disinformazione e correggerla. Nel documento viene evidenziato che la disinformazione può essere un generatore di “ricavi” per pochi.

Rapporto center for Countering Digital Hate

“Il rapporto Center for Countering Digital Hate, CCHD, che presenta il risultato di un’indagine su chi c’è dietro la campagna di disinformazione NoVax – scrive Saracco – è una lettura molto istruttiva.  Il rapporto mostra che circa 20 aziende nel mondo sono state in grado di generare un business di oltre 20 milioni di dollari utilizzando i social media”.

La conclusione  dell’articolo: Technology Predictions 2022: Disinformation detection and correction riporta a quanto noi di TuttiMedia abbiamo portato all’attenzione delle istituzioni e del pubblico: non si può combattere la disinformazione solo con la tecnologia, abbiamo bisogno di recuperare conoscenza e saper leggere con spirito critico e mai accontentarci di una sola campana, come si usava dire nel secolo scorso.

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.