La primavera e l’ora legale risvegliano la voglia di passeggiare, del contatto con l’aria, il sole, la variabilità di temperatura e ci fanno uscire da quella routine occupazione-casa accumulata nei mesi più rigidi e nelle giornate più brevi.
Per chi ha figli piccoli questo cambiamento annuale è ancora più avvertito; sono loro , spesso, i trascinatori implacabili verso l’esterno, i sacerdoti dei riti dei risvegli, le bestiole che raspano alla soglia per uscire.
Per chi abita la città tutto questo a volte è frustrante o alquanto critico.
Gli agglomerati urbani in cui  viviamo tra lavoro e tempo libero sono, da tempo, una difficile integrazione con la nostra natura umana, che resta sempre quella di creature con esigenze naturali, cicli vitali e fisiologia che, spesso, dimentichiamo essere quelle di un animale.
I bambini sono sicuramente più animali degli adulti, nonostante l’addomesticamento che subiscono nel tempo.
Per questo la pedagogia, la pediatria e la psicologia infantile si interrogano non di rado sulle dinamiche che intercorrono tra apprendimento, sviluppo cognitivo, consolidamento del carattere e della personalità in rapporto con il mondo naturale, sempre più in retroguardia nella vita contemporanea.
Non è sufficiente simulare il piacere di stare nel verde nelle nostre abitazioni o nelle rappresentazioni virtuali è necessaria l’esperienza vera e reale per vivere meglio.
Lo constatiamo dopo un pomeriggio fuori città, riconciliati con noi stessi e la nostra natura, lo constatiamo anche e soprattutto nella soddisfazione fisica e liberatoria che provano i nostri figli.
La tesi del libro di Anna Oliverio Ferraris e Albertina Oliverio, ‘A piedi nudio nel verde‘ Edizioni Giunti, è che i bambini sono trascurati dalla politica e dalle iniziative sociali; la prova ne è il sempre più ridotto spazio che è a loro disposizione nelle città, nei condomini, ma anche in luoghi sociali dove gli adulti condividono il loro tempo di lavoro o libero.
Lo spazio che non hanno è una lunga attesa fino a che non asumeranno il ruolo di consumatori o di votanti, quei ruoli attivi che giutifichino un’attenzione mmisurabile e degna di investimento.
Nel Nord Europa l’attenzione verso di loro è palpabilmente diverso e il libro documenta esperienze di successo, investimenti e cura verso il futuro prossimo delle società, verso cittadini non astratti.
I bambini vengono parcheggiati nei non luoghi artificiali e virtuali, tra il consumo di tempo televisivo e l’invenzione della loro mitica natura digitale, esibendo un alibi mediatico e innovativo, rispetto al mancato intervento umano ed empatico.
Con Anna Oliverio Ferraris abbiamo sviluppato queste tematiche allargandole al ruolo che hanno i nuovi media, ma anche la vecchia televisione rideclinata in percorsi verticali e di nicchia, nei confronti dei minori, con tutte le implicazioni importanti tra scuola, privacy, tutela dei diritti e tutela del futuro congitivo del nostro paese.
Conversazione con Anna Oliverio Ferraris – a piedi nudi nel verde
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Conversazione con Anna Oliverio Ferraris – il mestiere di bambino
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Conversazione con Anna Oliverio Ferraris – miti mediatici
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Conversazione con Anna Oliverio Ferraris – tv e minori
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Conversazione con Anna Oliverio Ferraris – conoscere per non venire manipolati
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