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Per avvertire le famiglie dei pericoli di un uso poco responsabile dei social network, il garante per la privacy denuncia e smaschera il cyberbullismo, coinvolgendo scuola e Rete nella  Giornata europea della protezione dei dati personali, il 28 gennaio.
Anche in seguito ai casi di suicidio di minori, il governo e le istituzioni italiane stanno innalzando il livello di guardia sul rispetto della privacy in Rete. Secondo i dati di Telefono Azzurro, in Italia il 23,6% dei minori ha trovato sul web pettegolezzi o falsità sul proprio conto; uno su 5 ha rinvenuto foto imbarazzanti che lo/la ritraevano; e uno su 4 ha ricevuto un sms, un mms o un video a sfondo sessuale (oltre il 26%, contro poco più del 10% del 2011).
Un fenomeno, quello del bullismo in Rete, “su cui molti paesi sono già sensibilizzati”, scrive su EurActiv Alessandra Flora, ricordando un film belga del 2007, Ben X, che narrava la storia d’uno studente affetto da autismo, perseguitato in classe e su Internet dai suoi coetanei.
Proprio dal 2007, ogni anno, il 28 gennaio, si celebra in Europa la Giornata della protezione dei dati personali, un’iniziativa promossa dal Consiglio d’Europa con il sostegno della Commissione europea e di tutte le Autorità europee per la protezione dei dati personali.
Il 23 gennaio Peter  Hustinx, presidente dell’autorità europea per la protezione dei dati (European Data Protection Supervisor) ha presentato le nuove linee programmatiche per i prossimi anni, che tengono conto delle nuove responsabilità sancite dal regolamento europeo sulla privacy del 2012. Il garante europeo, infatti, è divenuto responsabile del controllo dell’applicazione del regolamento in tutti i paesi membri ed è stato incaricato di nuove funzioni, come quella di consigliare la Commissione e il Parlamento europei sulle proposte legislative che hanno un impatto sui dati personali.
E l’Unione europea sta vagliando una proposta di riforma della normativa in materia di protezione dei dati, che risale al 1995, nell’intento di rafforzare i diritti della privacy online e di stimolare l’economia digitale europea.
Progresso tecnologico e globalizzazione “hanno radicalmente mutato –osserva la Flora- il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali”. E, inoltre, i 27 Paesi Ue attuano la normativa del 1995 in modi diversi. Un’unica legge dovrebbe porre termine all’attuale frammentazione e alla pletora di oneri amministrativi, facendo risparmiare alle imprese circa 2,3 miliardi di euro l’anno.
In occasione della Giornata europea, il garante italiano pubblica sul proprio sito web un video di animazione con le istruzioni per un uso consapevole dei social network e un test con 20 semplici domande per verificare il grado di conoscenza dei rischi che si possono correre in rete. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a servirsi di questi che sono strumenti di libertà in maniera consapevole e promuovere una sempre più forte cultura del rispetto.

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