Chi sono i lavoratori della conoscenza?, quali sono le competenze necessarie per operare nel mondo della cultura, della comunicazione e delle espressioni artistiche?, in che modo ottenere riconoscimento e tutela?, è possibile redigere gli elementi di una contrattualistica adeguata?, e come e quanto la proprietà intellettuale dei lavori immateriali interviene e configura un diritto d’autore nuovo?
Una valanga d’interrogativi, tutti a misura delle incertezze dei tempi per i giovani e per il lavoro, anzi per il lavoro dei giovani (e non solo il loro). Per dare risposte, segnalo cedendole ben volentieri lo spazio di questi miei Appunti la seconda edizione degli Stati Generali dell’Autore, dal titolo “Professioni 3.0: Obiettivo lavoro – Proprietà intellettuale – Economia della conoscenza”.
Promossa dalla Fuis (Federazione unitaria italiana scrittori) ed ospitata dal CoRis (il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale) della Sapienza Università di Roma, la manifestazione si svolgerà sabato 14 dicembre, alle ore 9,30, presso il Centro Congressi d’Ateneo, in via Salaria 113.
Interverranno: Mario Morcellini, direttore del CoRis, Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis, e, nell’ordine fornito dagli organizzatori, Giorgio Assumma, già presidente Siae, Silvano Conti, coordinatore nazionale Sindacato lavoratori della comunicazione – Cgil, Stefano Balassone, produttore televisivo, Barbara Mazza, CoRis, Nicoletta Masiero, ricercatrice Ires Veneto, Patrizia Cinti, partner di “bep – business e persone srl”, Marco Stancati, consulente direzionale, Giuseppe Allegri, ricercatore freelance, Ida Baucia, già Siae, Leopoldo Lombardi, presidente dell’Afi, Enzo Mazza, presidente Fimi.
L’evento sarà interamente trasmesso in streaming sul sito della Fuis e gli atti della giornata di studio saranno pubblicati.
L’autore – spiegano gli organizzatori – è al primo posto della filiera dell’espressione artistica, comparto primario dell’economia della conoscenza e della produzione culturale nazionale, a cui seguono le altre figure professionali: intermediario, agente, editore, produttore, distributore, etc., secondo il settore espressivo. Con le possibilità espressive e le libertà offerte da internet e dall’online, l’autore è impegnato a fare valere la primogenitura sull’opera, contrastando la sua qualità legale di soggetto debole.
La conoscenza – proseguono gli organizzatori – è il fattore chiave per la competitività delle imprese, per la crescita e la professionalizzazione dei laureati e dei lavoratori e per l’effettiva trasformazione del Paese. Le nuove tecnologie della comunicazione hanno ampliato il campo della conoscenza, trasformando i lavoratori cognitivi in una nuova classe sociale, centrale ma ancora non riconosciuta, polo strategico su cui puntare anche per le difficoltà del suo inquadramento sindacale.
Nella cosiddetta “società della conoscenza” appare urgente, pertanto, avviare un’ampia riflessione e una “normazione” delle professioni vecchie e nuove, non ancora riconosciute, né tutelate: un mondo di circa 3 milioni di persone che contribuiscono in modo determinante all’economia del Paese con la produzione di oltre il 15% del Pil.
La mattinata di studio, con il coinvolgimento di esperti, analisti e interlocutori istituzionali, tratterà politiche di valorizzazione, organizzazione e legittimazione di questo ambito professionale e strategie da adottare per offrire ai lavoratori della conoscenza riconoscimenti, tutele e garanzie, contrattuali e previdenziali.

Articolo precedenteGiuseppe Ferrauto vicepresidente Fieg per i periodici, Enrico Selva Coddè consigliere. Gli auguri di Media Duemila
Articolo successivoIl regolamento dell’Agcom sul copyright online
È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.