Possiamo scegliere cosa mangiare e cosa bere, ma non possiamo scegliere cosa respirare. E, a livello quantitativo, l’aria che respiriamo incide sulla nostra salute molto più di quanto facciano cibo e bevande. Da questa considerazione nasce l’idea di Betta Maggio, CEO e founder di U-Earth.

U-Earth è un’innovativa azienda torinese di biotecnologie, che ha messo a punto un sistema unico di purificazione dell’aria e degli ambienti. Il team, interamente composto da donne, è proprietario del brevetto di una biotecnologia innovativa, unica al mondo, che cattura l’aria inquinata e la ripristina attraverso un processo completamente naturale. È tutta al femminile quindi la realtà di U-Earth, che ha come obiettivo quello di creare bolle di aria pura, “Pure Air Zone”, in tutte le città.

  1. Chi è Betta Maggio? Imprenditrice nel settore del design, della moda e del marketing dall’età di 21 anni, nel 2007 Betta Maggio ha deciso di riprendere e sviluppare un’idea di suo zio, scienziato negli Stati Uniti e inventore di un macchinario in grado di purificare l’aria. È dalla sua volontà di trasformare questo prototipo in un prodotto da commercializzare che nasce U-Earth, la prima azienda biotech al mondo che si occupa di purificazione dell’aria.
  2. Come funziona U-Earth? U-Earth imita un processo naturale: quello attraverso cui l’ambiente si libera degli agenti contaminanti. I purificatori dell’azienda torinese attirano le particelle indesiderate sfruttando il principio dell’attrazione per carica elettrica molecolare e il tutto si completa con un processo di bio-ossidazione.
    In altre parole, si tratta di una macchina che, grazie ad alcuni batteri, mangia virus e microbi restituendo aria pulita e ossigenata. Il tutto avviene tramite un processo la cui validazione è avvenuta tramite lunghi e differenti processi di certificazione.
    I bioreattori di U-Earth vanno a creare una “bolla” di aria pura, chiamata “Pure Air Zone”, una zona in cui l’aria che si respira è completamente purificata.
    Nelle zone interessate dalla tecnologia U-earth, la qualità dell’aria viene monitorata tramite l’analisi dei dati ambientali, che vengono rilevati ogni 5 minuti dallecentraline “U-monitor”.
  3. Qual è l’obiettivo di U-Earth? L’obiettivo dell’azienda torinese è la totale decontaminazione di tutto il pianeta, con l’aiuto di tutte le persone, aziende ed enti pubblici che sognano di essere ricordati dalle future generazioni come quelli che hanno salvato il mondo. U-Earth crede fermamente che l’accesso all’aria pura sia un diritto di tutti gli esseri umani, tanto quanto l’accesso all’acqua potabile.

  4. Donna, sostenibilità e innovazione.
    A valle di queste considerazioni, risulta evidente la portata innovativa e rivoluzionaria del progetto di U-Earth dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ma risulta ancor più ammirevole se si considera che il progetto è stato portato avanti da una donna in un campo imprenditoriale, quello delle biotecnologie, in cui a predominare è la figura maschile. Betta Maggio è una donna che è riuscita a sfondare quel famoso tetto di cristallo, raggiungendo il successo con un’idea innovativa e preziosa per l’intero pianeta.
    Alle donne che vogliono cimentarsi in un’attività imprenditoriale suggerisce di credere in sé stesse, anche nel momento in cui tutti diranno che quello che si sta facendo è inutile. Non bisogna aver paura della diversità né di aver voglia di una famiglia: si può essere donne e mamme e vincere comunque le sfide credendoci fino in fondo.

Innumerevoli sono stati i premi e i riconoscimenti raggiunti da U-Earth, per citarne solo alcuni: l’ottenimento del Premio ENI per l’innovazione, il Premio Borsa Italiana e la vittoria al concorso Steel on stage nel 2019, la sfida delle fondatrici a Unbound London 2018 e, ancora, il Premio Gammadonna 2017 per l’imprenditoria femminile. Quest’ultimo rappresenta l’evento nazionale più importante incentrato sull’imprenditoria femminile e, in particolare, sulle problematiche che questa comporta. Si impegna infatti a promuovere strategie di crescita per il ruolo delle donne nel mondo degli affari, presentando iniziative imprenditoriali innovative.

U-Earth non si è fermata nemmeno con la pandemia Covid-19, anzi, ha colto la sfida ed ha accelerato dal punto di vista dell’innovazione. L’azienda ha infatti risposto all’invito della Commissione Europea a trovare soluzioni alla

 crisi con la presentazione del progetto “U-mask Model Two”: una maschera pensata per creare una barriera tra le persone, comoda, sostenibile e innovativa.

In attesa dell’ormai vicinissimo evento di “Donna è Innovazione” (10 dicembre ore 15:30/17:30), continuate a seguirci per conoscere altre storie di donne che sono riuscite a realizzare i loro sogni innovativi, lottando contro le disparità di genere.