Da Confindustria Radio Tv

Siddiil settore radiotv merita maggiore riguardo e interventi strutturali.  “Il sistema radiotelevisivo italiano pubblico e privato in questi mesi di emergenza Covid-19 è stato costantemente presente sul campo in prima linea, offrendo un servizio di preminente interesse generale, garantendo un flusso di informazione costante e qualificata e svolgendo una funzione sociale straordinaria, che ha portato ad estendere il senso civico dei cittadini e l’attenzione alle disposizioni date per affrontare l’emergenza”. Così il Presidente di Confindustria Radio Televisioni nel suo intervento in audizione del 16 giugno presso la Commissione IX Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati.

Un ruolo riconosciuto anche dal Presidente del Consiglio, ha ricordato Siddi, che tuttavia precisa come le misure prese dal Governo per il sistema radiotelevisivo siano deludenti e poco significative rispetto a quelle che il sistema si aspettava e rispetto alle reali esigenze di supporto finanziario ed economico delle imprese radiotelevisive. “Ci aspettavamo qualche cosa di più, con il c.d. decreto Rilancio non è stata colta la necessità di intervenire con un’attenzione dedicata al sistema radiotelevisivo, che ha svolto un’importante funzione sociale nella fase dell’emergenza epidemiologica e che rappresenta un volano per l’intero paese. Se infatti il sistema radiotelevisivo funziona, è in grado di creare fiducia e di aiutare il rilancio del paese, quasi più di quanto a volte non possano fare le leggi” ha detto Siddi che, rispondendo ad una domanda, ha aggiunto: “L’intero sistema ha valenza industriale, sta sul mercato ed è soggetto alle regole della concorrenza. Quindi non è immune dalla crisi economica e finanziaria e in questo momento ha bisogno di sostegnoA tale proposito ha ribadito che i provvedimenti previsti sono insufficienti, “ben vengano dunque le integrazioni finanziarie su alcune misure come, per esempio, il credito d’imposta sui costi energetici sostenuti dalle radio e quello per prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato”.

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