All’ultimo congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, tenutosi a Levico Terme (Trento) dal 12 al 14 febbraio, Raffaele Lorusso giornalista di Repubblica e segretario uscente è stato rieletto con 243 preferenze su 308 votanti.
Un gran successo, dott. Lorusso, evidentemente questi primi quattro anni del suo mandato sono stati giudicati positivamente. Lei che bilancio ne fa?
Come ho indicato nella relazione presentata al Congresso, approvata a larghissima maggioranza, la nostra battaglia è tuttora in corso. In questo periodo storico il mondo dell’informazione è sotto attacco e il ruolo stesso del giornalista è messo in discussione: come Fnsi abbiamo cercato non soltanto di creare un’opposizione netta a quanti vogliono indebolire, o addirittura cancellare, l’informazione libera in questo Paese, ma anche momenti di mobilitazione che potessero far scaturire alleanze sociali. Diciamo che è sempre più importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di salvaguardare un giornalismo libero e indipendente. Sul piano dei diritti abbiamo cercato di arginare gli effetti negativi della crisi del settore che si trascina ormai da dieci anni. Il nostro è un segmento in profonda trasformazione nel quale però non si intravede ancora un modello di business sostenibile, di conseguenza si sono create (e continuano a crearsi) situazioni a rischio. Con la Federazione ci siamo fatti carico di numerosissimi stati di crisi e siamo anche andati a intervenire per cercare di tutelare i posti di lavoro, laddove ci sono, e salvaguardare i colleghi che i posti di lavoro l’hanno perso. Sono situazioni complesse che richiedono un grande lavoro e impegno.
Come giornalista, ma anche in virtù del suo ruolo sindacale, crede che si possa affermare che il giornalismo in Italia negli ultimi anni stia subendo un attacco da parte del mondo politico?
Sicuramente sì. C’è un’offensiva senza precedenti da parte della politica contro l’informazione, contro il ruolo dei giornalisti. Si cerca di minare la credibilità dei giornalisti e dei mezzi d’informazione e non è un caso che negli ultimi due mesi del 2018 il Presidente della Repubblica sia intervenuto ben sette volte con messaggi ed esortazioni in cui ha ricordato il ruolo di primo piano dell’informazione, la funzione essenziale del pluralismo nell’informazione per la tenuta delle istituzioni democratiche.
Tutto ciò ha conseguenze negative anche sul credito dei giornalisti presso l’opinione pubblica, infatti, sembra quasi che oggi il pubblico sia sfiduciato rispetto all’informazione. Che ne pensa e quali potrebbero essere le cause di questa sfiducia?
Ovviamente l’offensiva di una parte della politica sta influenzando negativamente anche la percezione generale. In secondo luogo si sta diffondendo sempre più la convinzione, errata, che tutto ciò che circola in rete sia informazione, ma così non è. Di contro, è necessario ricostruire la credibilità della categoria e credo che si possa fare solo ricostruendo la credibilità dei giornalisti che devono essere il vero argine al dilagare delle “fake news”. La professionalità, la preparazione l’accuratezza del giornalista devono essere un tratto distintivo ben riconoscibile.
A tale proposito che obiettivi si è preposto per il suo nuovo mandato?
Innanzitutto, continuare a contrastare chi ritiene che il giornalismo debba defilarsi dalla scena pubblica per affermare un modello di comunicazione di parte o interessata, sia che si tratti di propaganda sia di marketing. Poi bisogna rafforzare la battaglia per i diritti di chi lavora quotidianamente nell’informazione: non si può pretendere la qualità e l’accuratezza da chi è pagato pochi euro a pezzo ed è costretto a produrre moltissimi contenuti a ritmi serratissimi per arrivare a un salario che è comunque minimo. Intendiamo lottare per includere nel perimetro contrattuale tutti coloro che svolgono con continuità la professione.

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Laureato in “letteratura europea” presso l’università “La Sapienza”di Roma è giornalista freelance e traduttore editoriale, ha collaborato a diversi progetti culturali e artistici come autore e scrittore. Attualmente collabora con Lonely Planet come autore e con Elliot edizioni.