La conclusione della 17esima edizione di Nostalgia di Futuro organizzata dall’Osservatorio TuttiMedia  in Mediaset, è stata affidata agli studenti della Scuola di Giornalismo IULM e quelli del Master di Publitalia 80′ che hanno rivolto 4 domande ai relatori, stimolando un confronto vivace sui temi più urgenti dell’ecosistema informativo e delle trasformazioni digitali.
Riportiamo qui le prime due domande e risposte, le altre la prossima settimana.

Domanda di un rappresentante della Scuola di Giornalismo IULM a Carlo Corazza (Direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia).

Domanda:
Quale è il vero ruolo di norme e regolamenti – come l’AI Act o le sue applicazioni italiane – in un mondo digitale in cui, alla fine, con una semplice VPN è molto facile bypassare limitazioni di questo tipo?

Risposta di Carlo Corazza (Direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia)

«Vorrei innanzitutto ricordare quanto sia complesso e faticoso un processo legislativo: spesso si dimentica che dietro il quadro normativo digitale europeo ci sono state battaglie politiche molto dure. La più difficile alla quale ho assistito è stata nel 2019, con la direttiva sul copyright, che mirava proprio a difendere ciò che ricordava anche il dottor Scorza: il diritto d’autore e la giusta remunerazione del lavoro giornalistico, fondamento della professione.

Oggi l’Unione Europea sta portando avanti un importante processo di semplificazione.

Con tutte le sue imperfezioni, il Parlamento Europeo è fatto di persone, anche italiane, e alla fine non esiste un piano B: se siamo riusciti a frenare alcuni giganti del web, alcuni oligopoli, e a difendere valori europei – inclusa la qualità del giornalismo – è perché siamo un legislatore che regola un mercato importante.

Tutto è nato con Cambridge Analytica, con gli scandali legati all’uso dei nostri dati personali per alterare la campagna sulla Brexit. Tre giorni fa si è scoperto che un amico di Farage riceveva soldi dalla Russia ed è stato condannato a dieci anni di prigione. Parliamo di questioni molto serie.

Si può migliorare: possiamo rivedere le regole sulla concorrenza, sugli aiuti di Stato, e molto altro. Ma non esiste un’alternativa a un legislatore europeo attento, capace di dialogare con gli operatori e di difendere i valori che costituiscono il nostro codice genetico: la libertà e la dignità delle persone.»


Domanda di un rappresentante del Master di Publitalia ’80 a Guido Scorza (Componente Garante Privacy)

Domanda:
“Mi ha colpito molto il passaggio del suo intervento in cui sottolineava l’importanza di evitare che le intelligenze artificiali abbiano un accesso diretto e privilegiato all’informazione di attualità, alle notizie del giorno.
A questo punto le chiedo: è davvero possibile immaginare un sistema in cui all’editoria venga garantita una qualche forma di esclusività sull’accesso ai contenuti di attualità?
E, se sì, quali passi concreti sarebbero necessari per arrivarci?”

Risposta di Guido Scorza (Componente Garante Privacy)

«L ’attuale rapporto tra IA e informazione non è l’unica strada possibile. In termini di fattibilità, sì: un modello in cui l’editoria mantenga un controllo sull’accesso ai contenuti di attualità è possibile, perché quelle informazioni provengono dai giornali, e le pagine dei giornali possono essere rese non accessibili agli algoritmi.

Invece di chiudere tutto o lasciare tutto aperto – come accade oggi, dove spesso i contenuti vengono addirittura venduti ai fornitori di IA – si potrebbe semplicemente impedire agli algoritmi l’accesso alle pagine degli ultimi mesi, lasciando libere le altre. Opt-in o opt-out è una scelta del legislatore, ma sull’attualità recente credo non ci debbano essere dubbi.

Che cosa succede poi? Che se chiedo a ChatGPT una notizia del giorno, non saprà rispondere; e dopo un paio di tentativi tornerò a cercare i siti degli editori.
Non è una chiusura, ma un modo per proteggere l’informazione di qualità. Ed è solo una delle possibili soluzioni.»

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Sara Aquilani
Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi della Tuscia e si è specializzata in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Attualmente lavora per TuttiMedia/Media Duemila.