Nel suo intervento annuale, il Presidente di AGCOM Giacomo Lasorella ha descritto un cambiamento epocale nel panorama dell’informazione italiana: la televisione, per decenni mezzo dominante, non è più il principale canale informativo per i cittadini. Oggi, oltre il 52% degli italiani si informa principalmente tramite internet — motori di ricerca, social media e siti di news — mentre solo il 46,5% utilizza ancora la TV come fonte primaria. Tuttavia, i media tradizionali continuano a essere percepiti come più affidabili rispetto alle piattaforme digitali, evidenziando la necessità di tutelare l’informazione professionale.

Grandi piattaforme digitali

Il peso crescente delle grandi piattaforme digitali, come Google, Meta, Amazon e Netflix, sta trasformando gli equilibri del mercato mediatico e pubblicitario, con una crescita dei ricavi pubblicitari del 250% in soli sette anni. Questo spostamento economico e culturale solleva questioni cruciali per il pluralismo, la qualità dell’informazione e, in definitiva, per la tenuta democratica del Paese.

Alfabetizzazione digitale

In questo contesto, Lasorella ha sottolineato il ruolo centrale che deve avere l’alfabetizzazione digitale, soprattutto tra i giovani. L’AGCOM ha promosso l’introduzione di un “patentino digitale” per gli studenti delle scuole superiori, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e i Co.Re.Com.. L’obiettivo è di sviluppare nei ragazzi una consapevolezza critica nell’uso della rete. La sfida è duplice: evitare nuove forme di esclusione digitale e garantire che le nuove generazioni sappiano distinguere tra fonti affidabili e disinformazione.

Parallelamente, AGCOM ha assunto nuovi poteri di regolazione nel digitale a livello europeo. Infatti è Coordinatore nazionale per l’attuazione del Digital Services Act. L’Autorità è intervenuta anche su questioni delicate come la protezione dei minori online, l’uso etico dell’intelligenza artificiale. In più è intervenuta sulla regolamentazione dei contenuti prodotti dagli influencer e la lotta contro la pirateria e la pubblicità illecita.

Sfida digitale culturale e democratica

In conclusione, il Presidente Lasorella ha ribadito che la sfida digitale non è solo tecnica o economica, ma profondamente culturale e democratica. È fondamentale investire nella formazione, nel senso critico e nella responsabilità collettiva per garantire che il futuro digitale sia uno spazio inclusivo, libero e sicuro per tutti, a partire proprio dai più giovani.

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