Convegno SIpEIA 2026: “Etiche per l’IA: sfide, opportunità e prospettive umano-centriche” 2 e 3 febbraio Università Sapienza di Roma.

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Il tema della responsabilità nell’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale attraversa in modo trasversale ambiti militari, giuridici, decisionali e professionali, mostrando come la formula “human oversight” non possa essere ridotta a una mera presenza simbolica dell’umano. Il panel Diritto e governance entra nel dibattito su IA e conflitti armati, quando le macchine forniscono raccomandazioni in contesti ad alta criticità, come nel caso delle decisioni militari analizzate alla luce del diritto internazionale umanitario, la responsabilità non si dissolve nell’automazione, ma richiede capacità di giudizio, interpretazione e, soprattutto, di intervento attivo. Il rischio, altrimenti, è quello di una delega opaca che produce forme di deresponsabilizzazione sistemica: il noto fenomeno della death by GPS diventa così una metafora potente di una fiducia eccessiva nei sistemi di supporto decisionale, anche quando questi mostrano limiti evidenti o segnali di errore. In ambito giuridico, l’algoritmo che “detta legge”, la giustizia predittiva, sollevano interrogativi analoghi: chi risponde delle decisioni quando il giudizio umano si limita a ratificare l’output della macchina? I contributi sullo EU AI Act e sulla progettazione di strumenti di compliance indicano una direzione chiara: l’oversight umano deve essere concepito come pratica competente, situata e responsabile, capace di sospendere, correggere o rifiutare la decisione automatica. In questo senso, la responsabilità non è un residuo dell’umano, ma una funzione attiva che va coltivata attraverso formazione, deontologia professionale e assetti istituzionali che impediscano l’automatizzazione del giudizio morale e giuridico.

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Marco Billi
Marco Billi è ricercatore nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e del Diritto. È Dottore di Ricerca in Law, Science and Technology presso l’Università di Bologna, dove ha conseguito anche la laurea in Giurisprudenza. I suoi interessi scientifici riguardano la spiegabilità e la trasparenza dei sistemi di Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione all’impiego di modelli logici per il ragionamento giuridico. Attualmente è affiliato al Centro ALMA-AI, dove si occupa di regulatory sandboxes e dei profili di compliance con l’AI Act.