È il titolo del primo Rapporto dell’Osservatorio Carta di Roma, il “Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti”. Un testo varato nel 2008 dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione della Stampa, d’intesa con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), per promuovere, ognuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, un’informazione più accurata, responsabile e non sensazionalistica che faccia perno sul fondamentale criterio deontologico del “rispetto della verità sostanziale dei fatti”.

La ricerca, condotta dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione “Sapienza” Università di Roma, consente di affrontare, sulla base di un supporto scientifico, la discussione sul ruolo svolto dall’informazione in questi anni in una società come quella italiana attraversata da spinte xenofobe, per capire se e quanto i nostri media abbiano contribuito a determinare un certo orientamento dell’opinione pubblica.

L’indagine ha riguardato i sette telegiornali nazionali (le edizioni serali di Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, TgLa7) e un campione di sei quotidiani (il Corriere della Sera, La Repubblica, L’Unità, il Giornale, Avvenire, Metro) monitorati in un periodo campione nei primi sei mesi del 2008. Sono stati selezionati e analizzati oltre 2600 (2624) servizi e articolo.

1.      Ne risulta un’immagine appiattita sulla dimensione dell’emergenza, della sicurezza e di una visione “naturalmente” problematica del fenomeno. Questa in estrema sintesi una delle maggiori evidenze fornite dall’indagine. L’immigrazione viene raramente trattata come tema da approfondire, e quando ciò avviene questa è comunque accomunata alla dimensione della criminalità e della sicurezza: ad esempio, su un totale di 5684 servizi di telegiornale andati in onda nel periodo di rilevazione, solo 26 servizi affrontano l’immigrazione senza contemporaneamente legarla ad un fatto di cronaca o al tema della sicurezza. In pratica, solo in questi servizi si affrontano tutte le altre possibili dimensioni (economia, confronto culturale, integrazione, solidarietà sociale, etc.) con cui potrebbe essere declinata l’immagine del fenomeno migratorio.

2.      La cronaca, quindi, si conferma la lente preferita dall’informazione per dare visibilità alla presenza straniera in Italia. Le notizie di cronaca nera o giudiziaria sono maggioritarie nella trattazione dei quotidiani raggiungendo quasi sei notizie ogni dieci nelle edizioni dei telegiornali (58,7%) e una ogni due nei quotidiani (52,8%), un livello mai rilevato in simili ricerche svolte in passato. Si evidenzia inoltre un diverso trattamento informativo delle notizie e una diversa selezione dei fatti nelle notizie in cui sono presenti stranieri o appartenenti a minoranze rispetto a quelle che vedono protagonisti solo cittadini italiani. Ad esempio i migranti sono più spesso presenti in notizie riguardanti reati rispetto agli italiani (59,7% contro il 46,3% delle notizie di cronaca dei telegiornali).

3.      Anche sul piano del linguaggio utilizzato e del rispetto delle indicazioni deontologiche dobbiamo rilevare quanto sia opportuna l’attenzione dedicata dalla Carta di Roma all’uso di alcune parole. Ad esempio, le definizioni “rifugiato” o “richiedente asilo”, specificatamente indicate dalla Carta di Roma e dalle norme del diritto internazionale come più corrette per definire i vari status dei cosiddetti “clandestini”, compaiono rarissimamente nelle notizie analizzate. Laddove il termine “clandestino” domina ancora le pagine dei quotidiani e dei telegiornali nazionali. 

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