Roberto e Gualtiero Carraro sono gemelli, li si distingue soltanto dal taglio di capelli e, forse, dalla passione per le citazioni  latine di Roberto, caratteristica che ha sorpreso anche il vice direttore della sala stampa Vaticano durante la presentazione della loro creazione, Bible World.

Di questo evento ne avevo già scritto qui; era successo poco prima di Natale, ne è seguita l’intervista che oggi ho pubblicato.
Ho voluto farla coincidere con le festività pasquali, perchè l’argomento è duplice.
La creazione di un’application per Ipad, disponibile su Itunes e l’argomento trattato, che è anche una sfida strutturale, culturale, semantica e comunicativa, la Bibbia.
Per quanto non sia credente, confesso, di essere rimasto affascinato dal risultato ottenuto ma soprattutto dall’approccio dei fratelli Carraro, che non sono tecnologi ma umanisti, pur avendo intuito nel modo più efficacie tutta la potenzialità dello strumento che avevano a disposizione.
Essere appassionati di contenuti, di conoscenza e di sfide li pone in un ambito che è al tempo stesso, rinascimentale italiano e siliconvalliano yankee, in un mix di livelli informativi e di metodologia logica, tra il rigore storiografico ed ermeneutico e la complessità di concetti come usabilità e fruibilità in contesti mobili e georeferenziati.

Roberto e Gualtiero Carraro sono sicuramente dei neorinascimentali e nel gioco del ‘se fosse’ rappresentano sicuramente quello che sarebbe stato un architetto rinascimentale con l’ausilio della realtà virtuale o un artista del futuro con nuovi materiali per comporre un’opera.
Nell’intervista, che è una vera e propria lectio magistralis sull’uso del software a valore aggiunto per i tablet e per tutte le tecnologie che ne compongono gli strati operativi, non si parla soltanto dell’app dedicata alle sacre scritture ma anche a quella che è la Bibbla laica per eccellenza della cultura occidentale, che è la Divina Commedia e della città che nel mondo ha avuto, sull’occidente, per centinaia di anni un influenza ed una produzione di atti, opere e vite decisive e dalla quale abbiamo avuto il compito di tutelarne il valore, Roma.
App per tablet che per meno di una decina di Euro restituiscono e aumentano quello che finora siamo stati abituati a trovare in corpus di decine se non centinaia di volumi, allegati e repertori.
Il modello di business così sostenibile per il consumo è giustificato, soprattutto, dal mercato di riferimento, che non è solo l’Italia ma tutto il mondo di lingua inglese, francese e spagnola, quello a cui fa riferimento il cristianesimo.
Questo da anche l’idea della criticità con cui l’editoria dovrà fare i conti con l’idea di grande opera, di riproposte editoriali e dei grandi investimenti che questo comporta.
Sicuramente i progetti dei Carraro e di Applix saranno, da oggi, un benchmark per il settore.
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Torinese, classe 1957, si occupa di comunicazione e di social media. Attualmente è socio e project manager di Kelios SRL e di una nascente startup torinese di web tv. Nei suoi interessi permangono le tematiche antropologiche e umanistiche, declinate attorno all'innovazione tecnologica, interessi che condivide con i membri del gruppo di discussione da lui fondato, La scimmia nuda e Internet, divenuto ormai il punto di riferimento della cyberantropologia italiana in Facebook. Collabora dal 2011 con la rivista Media Duemila, su tematiche legate a social tv e social media.