“Agenda Digitale, Semplificazione e Sviluppo nell’Open Government”: è stato il tema guida del  Forum PA 2012. Tre aspetti strettamente interconnessi, che vedono nell’innovazione, nella digitalizzazione e nello sviluppo dell’economia della rete e della conoscenza la chiave di volta per far ripartire la crescita e l’occupazione nel Paese. Di Agenda Digitale ha parlato anche il Presidente del Consiglio Mario Monti, che all’apertura dei lavori del forum ha dichiarato: “L’azione della Cabina di regia sull’Agenda Digitale prosegue con l’impegno diretto dei ministri e delle amministrazioni e a breve ci sarà il piano d’azione”. “Molte azioni – spiega il Presidente – si ipotizzano senza particolari sforzi aggiuntivi, o perché si tratta di percorrere solo l’ultimo miglio o perché l’innovazione consente di fare molte cose con minori risorse”. Il Piano d’azione è stato previsto dal Governo nel Decreto “Semplifica Italia”  con anche la nascita, nel marzo scorso, della Cabina di regia che coinvolge l’attività della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico.

Francesco Profumo, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, nel suo intervento ha parlato di social innovation per risollevarsi dalla crisi, puntando sui giovani e sulla loro formazione per realizzare una crescita “più sostenibile, incisiva, inclusiva e partecipativa”. In una situazione del genere “serve un guizzo di competenza, di spinta innovativa che non sia tecnologica in modo referenziale, ma che parta da questo per coinvolgere i cittadini ripensando alle tipologie e alle modalità di offerta in termini di servizi di utilità sociale”. È quella che il Ministro definisce “social innovation, e riguarda ogni aspetto della vita di una comunità: ogni euro investito in tecnologia deve ‘ritornare’ investito anche nel sociale”. “Oggi le nuove tecnologie ci consentono di pensare e realizzare nuovi modi per migliorare la qualità della vita – secondo  il Ministro del MIUR – non si tratta di utopia, ma piuttosto di un cambiamento di persone e organizzazioni che in tutta Europa (e nel nostro Paese) stanno già contribuendo in maniera significativa al miglioramento della società”. L’obiettivo politico, per Profumo “è quello di canalizzare gli sforzi in una social innovation agenda per affrontare problemi rilevanti come la riduzione delle emissioni tramite tecnologie pulite, infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e abitativi più sostenibili, una sanità efficiente, un welfare equo e tecnologico per una società che invecchia”.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America David Thorne ha parlato di open government, riportando l’esperienza statunitense: “L’essenza degli ideali dell’open government è unire governanti e governati e facilitare la comunicazione e la collaborazione fra di loro. Il forte sviluppo delle tecnologie digitali ha un ruolo importante in questo processo, perché consente, come mai prima d’ora, una comunicazione diretta fra i cittadini e il Governo. In America negli ultimi anni – ha dichiarato Thorne – abbiamo creato un livello di apertura delle amministrazioni pubbliche che non ha precedenti. Proprio il mese scorso tutte le agenzie federali hanno pubblicato gli Agency Open Government Plans 2.0, piani d’azione dettagliati che spiegano come le diverse componenti dello Stato stiano lavorando per rendere i cittadini più partecipi e in grado di fornire contributi al processo decisionale, e per rendere i dati più accessibili e trasparenti”.

Nel suo intervento il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha ricordato quanto sia importante coinvolgere i cittadini e le imprese, individuando i parametri per misurare e per aumentare gli standard di qualità dei servizi della Pubblica amministrazione. Patroni Griffi ha dichiarato che punterà a rafforzare i criteri di integrità del personale e della trasparenza dei dati della pubblica amministrazione. “Sulla disciplina dei fenomeni corruzione – ha detto – siamo in attesa del testo che uscirà dai passaggi parlamentari per introdurre delle misure che esaltino la prevenzione”. Il ministro della Funzione pubblica ha concluso annunciando l’imminente lancio della carta d’identità elettronica, di cui non ha svelato tempistiche e dettagli, e un programma sperimentale sulla trasparenza, sulla valutazione e, soprattutto, finalizzato a combattere il fenomeno della corruzione, che verrà attuato in collaborazione con l’Anci, il Ministero dell’Interno e la Regione Campania.

Stefano Parisi,  Presidente di Confindustria Digitale,  ha accolto con apprezzamento le dichiarazioni del Presidente Monti: “E’ di particolare importanza la consapevolezza emersa dalle parole del premier sul fatto che  in Italia esistono già le condizioni normative per far partire il grande switch off della Pa e che le tecnologie digitali rivestono un ruolo fondamentale per far diventare il processo di spending review uno strumento strutturale per migliorare e riqualificare la spesa pubblica”.

Media Duemila ha intervistato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed anche i dirigenti delle aziende protagoniste del Forum PA (presto disponibili in una serie di videointerviste sul nostro canale YouTube), per indagare sull’attività e la collaborazioni con la Pubblica Amministrazione e gli sviluppi sull’open data e il cloud computing, che coinvolgono cittadini e imprese.
Ruggero Parrotto, Responsabile Ricerca e Sviluppo Poste Italiane, ha dichiarato ai nostri microfoni che è necessaria un integrazione tra pubblico e privato. “Velocizzare e semplificare i sistemi, evitando strutture verticali ma favorendo sistemi interoperabili”.
“La Pubblica Amministrazione con l’open data ha la possibilità di generare nuove aree di intervento per sviluppare la società e nuovi mercati” ha dichiarato Alberto Masini, Business Development Manager di Microsoft.

Stefano Rebattoni, Direttore Commerciale Settore Pubblico IBM, ha parlato di “condivisione delle infrastrutture e  l’integrazione dei processi per la creazione di un sistema pubblico più efficiente ed efficace, in seguito anche alla forte spinta istituzionale”.
Per la Vodafone Sabrina Baggioni, Direttore Marketing, ha dichiarato l’intenzione dell’azienda a collaborare con la Pubblica Amministrazione per la diffusione di strumenti leggeri nel cloud, “per portare sia un’efficenza interna senza grossi investimenti tramite applicazioni, grazie a partner certificati, sia esterna tramite l’investimento continuo nelle tecnologie e strumenti per supportare la grande mole di dati che viaggiano ad alta velocità tra il cittadino e la Pa”.

Giacomo Mosca della divisione iomega (an Emc company) ci ha parlato del Personal Cloud attraverso cui “anche aziende di piccole dimensioni possono usufruire di servizi in Cloud Storage e quindi di accesso in sicurezza pur non disponendo di grossi budget o skill particolari. Il personal Cloud consente di usufruire degli stessi servizi ma di basarli su hardware che invece di essere installati su una terza parte rimangono di proprietà dell’azienda e quindi le macchine rimangono all’interno del perimetro aziendale e ciò permette alle piccole e medie imprese di superare le incertezze nell’utilizzare servizi di Cloud Storage”.

“Il mercato è pronto per accogliere modelli di Cloud Computing, aziende nazionali come Telecom Italia, che scendono in campo offrendo una serie di servizi anche abbastanza ricchi, lo dimostrano” – lo ha affermato Massimo Fasoli, headof data center & virtualization Sales di Cisco Italia -. “C’è grande curiosità, si parte dai grandi clienti ma pian piano si arriva anche agli altri settori di mercato. Con Emc guardiamo con grande interesse al mercato dei Service Provider. Il 72% dei primi 50 service provider Cloud al mondo hanno scelto tecnologie Cisco e il nostro impegno in questo senso va avanti”.

Luca Uria, della Divisione Commerciale Aruba.it, ci ha descritto l’offerta della sua azienda nel settore Cloud: “Si tratta di un’offerta che prevede un servizio di macchine virtuali che permette di gestire risorse hardware in maniera flessibile, economica, e il tutto può sempre essere integrato alla parte fisica e avere una struttura ibrida che veicola la connettività tra macchine fisiche e virtuali pur mantenendo l’elasticità del servizio stesso”.

A Stefano Pibi, Responsabile PA di Tiscali, abbiamo chiesto dell’impegno della sua azienda nel Cloud collegato alla Pubblica Amministrazione: “Abbiamo seguito le direttive del Cad per promuovere soluzioni che migliorino l’efficacia e l’efficienza di processi amministrativi verso i cittadini e le aziende in due modi: da una parte concentrandoci sulla connettività per l’accesso degli utenti al web; dall’altra mettendo a disposizione piattaforme in Cloud Computing per la gestione del processo documentale, cioè la dematerializzazione. Partiamo da soluzioni come la Firma Digitale, passando per la Posta Elettronica Certificata e per una gestione documentale a tutto tondo per arrivare alla conservazione sostitutiva, il tutto utilizzando il Cloud non in funzione della disponibilità economica ma in base alle esigenze.

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