Un nuovo modo di intendere la multimedialità è necessario, opportuno, non più procrastinabile. Invitiamo editori, giornalisti, utenti a riflettere. Fino ad oggi la multimedialità è intesa come utile strumento per implementare un testo, magari aggiungendo un video. Non basta. Le versioni dei giornali a pagamenti su iPad, smartphone e altro spesso non contengono l’ultima notizia. E’ giusto?  Cerchiamo insieme una risposta mentre i giornali cambiano non solo più nel modo di trasferire le notizie. La Stampa dopo 44 anni trasloca, la redazione è in uno spazio aperto.  Ne parleremo ampiamente nelle prossime Newsletter e sul prossimo numero di Media Duemila che continua il viaggio nel mondo dell’editoria che cambia (News in The Sky il primo speciale) che conterrà un  confronto tre grandi giornali.
Nel 1996 sono andata al Wall Street Journal la prima volta, sulle Torri Gemelle. Lo spazio riservato ai redattori della  versione digitale una stanza (anche un po’ angusta). Ci sono tornata nel 2010 (vedi Media Duemila n. 275) Avenue of the America, grandi spazi aperti per un costante scambio e confronto fra tutti i giornalisti. James Pensiero Deputy manager del WSJ mi ha detto: “Nel nostro settore dobbiamo per forza avere un tipo di informazione che i lettori/clienti sono disposti a pagare, altrimenti  il nostro segmento di industria cesserà di esistere”.

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