L’Unione europea riparte “dall’orgoglio e dall’ambizione di essere europei” che David Sassoli aveva incarnato nel suo mandato alla presidenza del Parlamento europeo e dal suo triplice imperativo a “innovare, proteggere, diffondere” espresso il 16 dicembre, in quello che sarebbe stato il suo ultimo discorso nell’emiciclo di Strasburgo

Nel solco di Sassoli, “mi batterò sempre per l’Europa”: sono le prime parole di Roberta Metsola, popolare, maltese, appena eletta, martedì 18 gennaio, nuova presidente del Parlamento europeo.

La Metsola aveva già assunto la presidenza ad interim, in quanto prima vice-presidente, dopo la scomparsa di Sassoli, l’11 gennaio. “Voglio che le persone recuperino fede ed entusiasmo nel nostro progetto – dice -… Credo in uno spazio europeo condiviso più giusto, equo e solidale … La disinformazione al tempo della pandemia ha alimentato isolazionismo e nazionalismo e queste sono false illusioni: l’Unione è l’esatto opposto”.

La Metsola passa al primo turno, con una maggioranza larghissima: 458 voti su 616 validi e su 751 eurodeputati – ne bastavano 309 -.  Il voto, a distanza, come Sassoli aveva voluto fin dall’inizio della pandemia, conferma che a Strasburgo euro-scettici e sovranisti non fanno il peso. Pure la Lega appoggiano la Metsola, sentendosi in sintonia con lei su aborto e famiglia e sull’immigrazione.

Insediata nel giorno del suo compleanno, la Metsola, 43 anni, è la più giovane presidente di sempre dell’Assemblea eletta a suffragio universale, la cui prima presidente, nel 1979, fu una donna, Simone Veil, liberale francese – l’unica altra donna presidente fu pure francese, Nicole Fontaine, dal 1999 al 2002 -.

Laureata in legge, funzionaria della rappresentanza di Malta presso l’Ue, deputata europea dal 2013, la Metsola è la prima Erasmus a divenire presidente del Parlamento, di cui guiderà i lavori per tutta la seconda metà di questa legislatura, fino alle elezioni del 2024.

Nel programma di lavoro della Metsola, che vuole “rafforzare la cultura del dibattito” e impegnarsi per garantire “i diritti delle donne”, ci sono la conferenza sul futuro dell’Europa, che dovrebbe chiudersi il 9 Maggio, ma che andrà probabilmente ai supplementari, il coinvolgimento dell’Assemblea nel negoziato sulla riforma del Patto di Stabilità, “la difesa del processo d’integrazione e dei nostri valori comuni di democrazia, dignità, giustizia, solidarietà, uguaglianza, Stato di diritto e diritti fondamentali”. Un ampio spettro, come ampio è il fronte d’azione dell’Ue.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.