Quanto può incidere sulle dinamiche economiche mondiali l’accesso e controllo di pezzi di rete? Questo lo spunto di riflessione offerto da Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, durante il Premio Giovannini 2013. Partendo dalla necessità per cui i motori di ricerca online devono garantire l’altra verità, secondo Roberto Napoletano i limiti posti a sostegno del diritto all’oblio devono sì garantire l’individuo, ma non devono minare, semmai ristabilire, la completezza dell’informazione. Una questione quanto mai attuale quella proposta dal direttore, specie col nuovo filone di scandalo delle intercettazioni della NSA americana a scapito degli alleati europei e dei loro principali leader. Il controllo della rete può acquistare un ruolo cruciale in quelle che egli stesso ha definito come “guerre digitali”. L’acquisizione di informazioni economiche, ante tempo, può essere determinante per i negoziati internazionali poiché può determinare e costituire ciò che ha definito come metodo di organizzazione di guerriglia: un vero strumento di attacco dell’economia.
In modo inevitabile questo sistema, anzi, questa verità svelata su anni di metodo di controllo di informazioni, ha finito col modificare il fare informazione: “Bisogna porre il nostro modo di fare informazione, nel nostro Paese – dice Napoletano – con gli occhi del mondo; il mondo è cambiato e la più grande sfida culturale è quella di capire l’importanza dello strumento, vivendolo come strumento. E il digitale è un modo per cambiare il modo di fare informazione, perché il digitale è modernità”. Una istanza, quella indicata dal direttore del maggiore quotidiano economico italiano, che necessita la creazione di strumenti multimediali diversi che garantiscano pur sempre il valore di un contenuto meritevole di essere acquistato dai lettori. È una questione culturale e, come ha affermato durante il suo intervento, “la cultura appartiene allo spirito ma anche all’economia. Questo Paese deve ripartire da lavoro e cultura”. Ed è proprio da questo assunto che ha annunciato l’iniziativa de Il Sole 24 Ore di indire, a fine novembre, gli “Stati generali della cultura” partendo, come spunto di avviamento alla riflessione, dall’indice di esportazione della cultura italiana nel mondo. Molto incisivo il monito conclusivo al suo intervento, segno di una grande consapevolezza dei rischi che l’Italia corre non supportando l’innovazione tecnologica e la cultura digitale: “Non bisogna avere paura delle terre di libertà e dell’innovazione”.

Pierpaolo Ruello