Nella 34esima edizione di Eurovisioni la riflessione di Roberto Viola, direttore generale DG Connect, quale keynotes è dedicata ai principi di libertà,  eguaglianza cari all’Europa che  “mai come in questo momento ha un ‘immagine di forza che scaturisce dall’unione – dice Viola -. La crisi ha fatto emergere la nostra abilità nel lavorare insieme perché l’economia e la vita possono risorgere solo se siamo tutti uniti. Nessuno può pensare di non rispettare i principi costituzionali delle nostre nazioni. Il nostro regolamento sulla privacy ha fatto scuola e sono in molti che ci seguono”.

La premessa va diritta al nocciolo della questione che riguarda il Digital Service Act, regolamento che pone al centro la garanzia di un ambiente online sicuro e il Digital Market  Service allo scopo di sostenere mercati aperti e uguali per tutti.

Per Viola le istituzioni devono garantire i diritti di tutti, si riferisce esplicitamente all’oscuramento di Trump su Twitter e precisa: “Nessuno privato può pensare di dare o togliere la voce a qualcuno. Ecco perché lo spazio dell’informazione deve assicurare democrazia e diritti fondamentali. Oggi parliamo di effetto Europa perché possiamo definirci i regolatori digitali del mondo”.

Rafforzare i diritti è il perno su cui sono stati costruiti DSA e DMA che puntano a rafforzare concetti oggettivi. Ciò che è illegale nel mondo reale lo deve essere anche in quello virtuale.

Poi il direttore Viola passa all’ambito delle responsabilità che nessuna piattaforma può eludere seguendo la regola “non sei responsabile per ciò che ti è ignoto”.  Oggi andiamo verso l’inverso: “Conosci il tuo cliente” deve essere una regola per le piattaforma per evitare prodotti e pratiche illegali. “Non ci possono essere scuse per l’illegalità – sottolinea Viola”.

Parla anche di Audiovisivo e della nuova direttiva  che dice molto chiaramente: “ciò che si applica alla televisione tradizionale si applica anche a questi nuovi ambienti dove il  contenuto generato dagli utenti è ospitato”. Si riferisce evidentemente a messaggi che incitano all’odio o altre pratiche illecite che superano le regole e l’educazione.

In conclusione, da tempo noi dell’Osservatorio TuttiMedia, abbiamo evidenziato nel convegno dedicato alla Culturale Intelligence: “non ci possono essere due pesi e due misure. Ciò che è illegale nel mondo reale lo deve per forza essere in quello digitale”.  Nella cooperazione europea  e nelle nuove regolamentazioni che comprendono anche un nuovo assetto del mondo degli audiovisivi Roberto Viola vede l’unica via per la costruzione di un mercato equilibrato.

Roberto Viola

 

 

 

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media , e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovanni storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono alle stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell Il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina pass all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente Universitaria alla Sapienza e alla LUISS.