La ‘riscoperta’, dopo tre quarti di secolo d’oblio, di un compositore argentino di origini italiane, Rodolfo Zanni, della cui opera e della cui figura si erano bruscamente e un po’ misteriosamente perse le tracce, avrà, sabato 28 maggio, ad Atri, cittadina abruzzese di cui gli Zanni sono originari, un momento forte, con una serie di eventi artistici e commemorativi.

Alla ‘riscoperta’ di Zanni, merito dell’affettuosa ostinazione di un suo parente, Giuseppe Zanni, già alto funzionario della Commissione europea, dedichiamo oggi questo spazio, attingendo a un comunicato di presentazione delle manifestazioni di Atri.

Il movimento di riscoperta della figura del compositore sta proseguendo in maniera sempre più convinta e felice: punto di partenza è stata la pubblicazione del romanzo-biografia Desaparecido in Do maggiore (scritto da Giuseppe Zanni con Elio Forcella, Zecchini Editore, 2014), che ha avuto ampia eco nei maggiori telegiornali nazionali e nella stampa quotidiana.
Ma è in tutto il mondo che la «Zanni renaissance» sta progredendo. In Argentina, la Radio Nacional ha messo in onda una lunga trasmissione sul musicista, la radio ufficiale del Teatro Colón ha ricordato Zanni, l’Instituto Superior de Música Jose Hernandez, nella sua rivista «Atriles», ha pubblicato un numero monografico sul musicista, con un’analisi, da parte del musicologo argentino Lucio Bruno Videla, delle quattro opere superstiti.
Ancora, il Colón ha pubblicato, nella propria rivista, un bell’articolo, pieno di interrogativi («Un silencio elocuente») sul perché della damnatio memoriae di Zanni, mentre la sua Campiña adormecida ha visto esecuzioni da questa e quella parte dell’Atlantico.
Proseguono le ricerche: se è tuttora valido il premio di 5000 euro per il ritrovamento di significative partiture di Zanni, a Parigi si è riusciti ad individuare 12 altre opere dello sfortunato musicista, ma malauguratamente senza poter riuscire a recuperare gli spartiti, avendo la Sacem (Société des Auteurs, Compositeurs et Éditeurs de Musique) in Francia in deposito soltanto gli incipit delle opere medesime.
E Atri, la città natale di Rodolfo Zanni, non ha dimenticato il suo celebre figlio: sabato 28 maggio il sindaco, Gabriele Astolfi, intitolerà una strada al musicista, con la presenza del corpo bandistico che eseguirà Italia nova di Zanni, per proseguire con una conferenza (a cura di Luciano Pellicani e di Anna Pintus Fadda) all’interno della quale si esibiranno Luisa Prayer (pianoforte), Vittoriana de Amicis (soprano) e il celebre tenore Fabio Armiliato, coautore – con Fabrizio Mocata – del tango ballata Desaparecido in Do maggiore.
E questi ultimi due, insieme ad altri bravi musicisti, chiuderanno con un concerto dal titolo «La canzone del Tango ai tempi di Rodolfo Zanni».

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.