Un rumore di fondo che non permette di distinguere il sostanziale dall’effimero. La Rete che esalta il meglio ed il peggio che secondo Ferruccio de Bortoli tende a prevalere , in una Rete dove la correzione è tendenzialmente più difficile. Diritto all’oblio in una memoria multimediale dove questo diritto spesso non esiste. Ho discusso di questo con Gianni Di Giovanni (autore del libro che presenteremo martedì 12 luglio presso la Fieg), che ha risposto con un’altra domanda: “Attila avrebbe voluto essere dimenticato?”.

 

Derrick a questo punto continua la mia riflessione: “Nell’era dell’informazione istantanea, dice McLuhan, il rumore è la cosa vera (the real thing). Infatti la velocità della circolazione del rumore trapassa tutti i controlli e le conseguenze arrivano.  Siamo tutti appendici del rumore come dice Max Picard di quelli che sono vittime dell’informazione ambientale però non criticamente. Intanto le notizie false sono generalmente smentite velocemente. Sono le vere che portano alle conseguenze, alcune molto sostanziale come, per esempio, gli eventi nei Paesi arabi. Il rumore di Twitter che porta con sé tutti  gli altri rumori, il passaparola elettronico. L’inconscio connettivo della Rete porta la sua pertinenza al momento dell’emergenza e anche dell’emergency”.

 

La storia è storia, dunque racconta pagine più o meno belle, atti più o meno corretti. Discutere di concetti tanto importanti per il nostro mondo e le aziende che operano è fondamentale per far crescere noi e far crescere il nostro Paese: il nostro atelier di intelligenza connettiva continua.

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