Il linguaggio è una base della comunicazione. Il pensiero è consultabile con parole (graficamente e foneticamente diversificate), come identificazione di concetti, cose, azioni, giudizi. Come sarebbe possibile pensare e argomentare senza parole? Forse con la musica, con i gesti, con gli odori. Forse con i feromoni chimici, in stile biologico un po’ primitivo. Adesso i computer convertono tutto in bit (0/1, no/sì, chiuso/aperto …). Non è che la logica elementare binaria, che è quella dell’Intelligenza Artificiale, possa prevalere su quella raffinata dei sillogismi aristotelici? Potrà nascere un nuovo linguaggio e un pensiero senza parole? Amici lettori: che ne pensate? (In parole, vi prego!)
283 – SCACCHI E GO
Quando in oriente furono inventati i giochi a tavolino (Scacchi e Go, per esempio) le soluzioni possibili erano così numerose da rendere la sfida avvincente ed incerta. Tenendo conto che negli Scacchi ogni mossa è scelta valutando una media di circa 35 diramazioni (nel Go circa 250) per ogni step, il giocatore per vincere doveva tirar fuori previsioni, intuizioni, talento eccezionale. I calcoli matematici per vincere sono complicati e forse non definitivi: oggi indicativamente il totale delle mosse possibili è stimato in 10123 per gli Scacchi e 10180 per il Go, ma andrebbe articolate step by step. Un giocatore robotico oggi può valutare le mosse a oltre 80.000 posizioni al secondo. Non solo usa le statistiche di precedenti sfide, ma istruisce la propria intelligenza artificiale con autoapprendimento. L’invenzione è umana ma la velocità del calcolo IA è sovrumana. Umani: abbandonate i giochi, sono arrivati i robot e preparatevi a un futuro da shock! Per approfondimenti: https://en.wikipedia.org/wiki/AlphaGo_Zero. Se vi piace la matematica delle sfide, visitate il sito dell’olandese John Tromp: https://tromp.github.io/.
284 – TRE TEMPI IN UNO
Al presente la società umana condivide almeno tre livelli di civiltà, con diversi modelli di comportamento. Una è quella preistorica: annientare i nemici e le prede (vedi violenze, omicidi, furti, frodi, sciovinismi). Un’altra è quella degli antichi valori (miti, religioni, guerre sante, vendette, delitti d’onore). Una terza è quella del potere tecnologico (algoritmi, intelligenza artificiale, cloud, brainchain, imprese spaziali, ricerca quantistica). Insomma, la permanenza di vecchi livelli segnala il disordine attuale del sistema, l’instabilità sociale, rende rischioso il futuro. Accanto ai leader eurismatici restano personaggi ‘di pancia’, se non ‘di muscoli’. Accanto ai democratici (governanti e oppositori) abbiamo i ribelli senza idee (o aggrappati a un ego primitivo). Spesso lo spettacolo nei media asseconda violenza, prepotenza e ideali polverosi. Insomma, senza voler generalizzare tutto, al presente abbiamo un passato obsoleto.
285 – CHIAVI DI CONOSCENZA
I concetti sono banali, sotto gli occhi di tutti, ma richiamare i grandi paradigmi ogni tanto serve per sostenere la ragione. La prima chiave: dal semplice al complesso. Sembra essere così l’evoluzione della civiltà; ma i periodi del progresso non sono separabili nettamente, spesso si sovrappongono. Il cambiamento fluisce continuamente anche se nelle nuove generazioni perdurano i resti delle antichità, non sempre apprezzabili (in zoologia ci sono ancora le spugne, in sociologia lo schiavismo ci ha lasciato il caporalato). La seconda chiave: la comunicazione. Quel che caratterizza la ricerca scientifica e sociologica di oggi è il valore delle interrelazioni, che contano più della sostanza dei singoli elementi (la collaborazione tra le api è esemplare, le alleanze in Parlamento sono fondamentali). In biologia come in politica queste due chiavi di lettura aiutano a comprendere il mondo, lo sviluppo e l’innovazione.
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it