Uno scudo europeo per difendere la democrazia dalla disinformazione serve per la presidente della Commissione Europea che nell’ultimo discorso sullo stato dell’unione ha detto: “Non basta aspettare che passi la tempesta. Quest’estate abbiamo avuto la prova che non si può più vivere di nostalgia”.
La parola nostalgia entra sempre più spesso nei discorsi ufficiali, noi l’abbiamo unita alla parola futuro perché è bene capire che dobbiamo puntare a iniziative che sostengano i principi della nostra Europa.
L’iniziativa presentata ruota intorno all’istituzione del Centro europeo per la resilienza democratica. Gli Stati membri potranno aderire su base volontaria al Centro che opererà come un hub dedicato allo scambio tra le istituzioni Ue e i 27, collegando strutture esistenti che si occupano delle minacce nello spazio informativo. “La democrazia liberale è sotto attacco. Assistiamo a campagne – anche da parte della Russia – specificamente concepite per polarizzare i nostri cittadini, minare la fiducia nelle nostre istituzioni e inquinare la politica nei nostri paesi”, ha detto l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.
“L’informazione è il cuore di ogni democrazia e va difesa nella pluralità delle voci e nella trasparenza delle fonti, necessaria al cittadino per formare le proprie opinioni. Per questo è un’ottima notizia l’approvazione da parte della Commissione Ue dello Scudo europeo per la democrazia – ha precisato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.
Fake news e sfiducia: le nuove minacce alla democrazia europea
A sostegno del pacchetto, la Commissione ha inoltre pubblicato i risultati di un’indagine Eurobarometro complementare sulla democrazia.
L’indagine rivela un continente Europeo diviso sulla qualità della democrazia ma consapevole del ruolo centrale dell’informazione. Disinformazione, scarsa partecipazione civica e crescente diffidenza verso le istituzioni: ecco le fragilità che i cittadini percepiscono nel sistema democratico europeo.
Dunque la salute della democrazia europea passa da un fattore decisivo: la qualità dell’informazione. È quanto emerge dall’ultima indagine sulla percezione dei cittadini dell’UE, che traccia un quadro complesso e a tratti preoccupante. Meno della metà degli europei (47%) si dice soddisfatta del funzionamento della democrazia nel proprio Paese, con distanze significative tra gli Stati membri. Nonostante ciò, la maggioranza ritiene ancora possibile accedere a informazioni accurate da più fonti e mantenere la libertà di espressione senza timore di conseguenze.
La minaccia più avvertita alla stabilità democratica è la disinformazione, indicata dal 38% degli intervistati come principale pericolo, sia online sia offline. Nel quotidiano, oltre un terzo degli europei dichiara di essersi imbattuto in fake news nell’ultima settimana: i social network sono percepiti come il canale più problematico.
Sul fronte della difesa dei valori democratici, gli europei si dicono fiduciosi soprattutto in sé stessi (54%) e nelle istituzioni dell’Unione, come la Corte di giustizia.
Il quadro complessivo racconta una democrazia sotto pressione ma non rassegnata. Come Media Duemila ribadisce da anni, la sfida fondamentale resta costruire un ecosistema informativo robusto, capace di contrastare la disinformazione e ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni: una condizione imprescindibile per il futuro dell’Europa.
