prixitaliaMissione, governance, finanziamento d’un servizio pubblico evoluto da audiovisivo a crossmediale: sono i temi della riflessione portata avanti per cinque anni da Infocivica e giunta ormai al momento della sintesi. L’ultimo seminario dell’associazione, svoltosi nell’ambito del Prix Italia, era dedicato, nel titolo, alla governance e alle regole del gioco, ma è in realtà servito a fare il punto del percorso fin qui fatto dal ‘gruppo europeo’ di ricercatori ed operatori.
Dopo l’apertura dei lavori affidata a paolo Morawski, segretario generale del prix Italia, a fare da tela di fondo alla discussione sono state le relazioni introduttive del dottor Giacomo Mazzone (Uer) e dei professori Matthew Hibberd, Giuseppe Richeri e Michele Sorice. Le conclusioni sono state affidate a Calo Rognoni, giornalista, direttore, già vice-presidente del Senato e consigliere della Rai, e a Claudio Cappon, vice-presidente dell’Uer-Ebu, già direttore generale della Rai.
A fare da interlocutori e provocatori, i responsabili di Infocivica: il presidente Massimo De Angelis, il vice-presidente Gianni Bellisario, il segretario generale Bruno Somalvico; e Manlio Cammarata, giornalista e consulente editoriale, Nicola D’Angelo, giurista e magistrato, Piero De Chiara, esperto di media e comunicazioni elettroniche, Stefano Lupi delle relazioni istituzionali e internazionali Rai.
In questi anni, la riflessione del gruppo s’è sviluppata nonostante un doppio ostacolo. Da una parte, essa ha coinciso con la profonda crisi economica che ha paralizzato l’integrazione europea, concentrando l’attenzione sui temi del rigore e del rispetto delle regole e sottraendo spazio, oltre che risorse, ad altre aree di possibile approfondimento dell’integrazione. Dall’altra parte, ha faticato, come avviene in tutti gli esercizi di sistematizzazione teorica, a tenere il passo con la rapidità dell’innovazione tecnologica, che modifica di continuo il panorama mediatico.
In mancanza di un quadro di riferimento europeo, i modelli nazionali sono evoluti in modo autonomo e talora divergente, avendo come unico vincolo comune la necessità di ridurre i costi. C’è pure incertezza sull’obiettivo di fondo, tra chi s’accontenta d’identificare criteri comuni per i media di servizio pubblico europei e chi pensa si possa arrivare a un vero e proprio servizio pubblico europeo.
Adesso, si può aprire in Europa una fase nuova, dal punto di vista economico con il superamento della crisi –sperando che i dati lo confermino- e dal punto di vista istituzionale con l’insediamento della nuova Commissione e il rinnovo dei Vertici. Mentre, in Italia, arrivano a compimento scadenze cruciali per il servizio pubblico audio-visivo, dal rinnovo del contratto di servizio a quello della convenzione.
Ci sono le circostanze e i presupposti per un’accelerazione del processo, contando pure sul lavoro già fatto dal Consiglio d’Europa. Un documento di sintesi della riflessione di Infocivica è atteso entro l’autunno.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.