No alla traumatica sostituzione dell’FM, ma accompagnamento equilibrato del settore radiofonico al processo di digitalizzazione, il Governo ha la responsabilità di salvaguardare utenti, patrimonio industriale e creatività, concorrenza e pluralismo, occupazione e investimenti che l’FM oggi assicura” ha detto Franco Siddi, Presidente di Confindustria Radio Televisioni – CRTV. “L’FM rappresenta infatti la struttura portante e irrinunciabile di un sistema, che fattura 650 milioni di ricavi e occupa 3000 dipendenti diretti, in un contesto di mercato fortemente minacciato dall’ingresso degli OTT.  Il completamento del processo di digitalizzazione che coinvolge imprese editoriali, operatori di rete e cittadini dovrà necessariamente essere graduale per non lasciare indietro nessuno e garantire il pluralismo del sistema nelle sue componenti nazionale e locale. Il DAB è un’infrastruttura centrale per tutto il Paese, le imprese hanno già investito in reti, tecnologie e contenuti, ma è necessaria anche la giusta attenzione a favorire la presenza del mezzo radiofonico su tutte le piattaforme di trasmissione”, ha aggiunto. Il Presidente ha infine ricordato che nell’ambito della revisione del TUSMAR, CRTV ha proposto alcune modifiche all’art. 42, comma 10, che assicurino la tutela delle imprese e degli utenti senza impedire, ma anzi agevolare, il processo di ammodernamento del settore.

L’occasione è stato l’incontro sulle prospettive del settore radiofonico convocato dalla Sottosegretaria del MISE Anna Ascani, che si è svolto oggi. Siddi ha ringraziato il MISE “per aver avviato un tavolo di confronto anche per la radiofonia, dimostrando la giusta attenzione nei confronti di un settore vitale, resiliente, che svolge un servizio di pubblica utilità”. Nel corso dell’incontro sono stati toccati diversi temi, fra cui la revisione del Tusmar e del Codice delle Comunicazioni Elettroniche e il coordinamento internazionale delle frequenze.