Felice di scoprire che a Milano con il consigliere Guido Scorza si parli di credito sociale. Sto attirando l’attenzione sulla questione da diversi anni  e ultimamente ho anche scritto un saggio per i cinesi che dal punto di vista governativo credono che “Un solido sistema di credito sociale è un’importante garanzia per  l’intero Paese”. Infatti dal punto di vista cinese crea un ambiente di consumo e investimento equilibrato, in quanto contiene la contraffazione, la pubblicità illegale, la falsa propaganda e tanto altro.

Drew Donnelly (https://nhglobalpartners.com/china-social-credit-system-explained/)

afferma che l’obiettivo del sistema di credito sociale cinese è fornire una valutazione olistica dell’affidabilità di un individuo o di un’azienda e che il rating sociale esistente  ha tradizioni millenarie.  Già oggi per  le imprese straniere che vogliono stabilirsi l in Cina è necessario  una consulenza professionale per la gestione di un punteggio di credito sociale.

Ma  questo sistema sistema di valutazione, a mio avviso, è  alquanto misterioso e spaventoso. Nel 2018 è stato  l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, a lanciare il campanello d’allarme sul sistema di credito sociale cinese, affermando che “i governanti cinesi mirano a implementare un sistema orwelliano basato sul controllo praticamente di ogni aspetto della vita umana – il cosiddetto” punteggio di credito sociale .”
I media occidentali hanno parlato di “sinistro sistema di credito sociale” e di un sistema di “controllo totale”.
Il termine “credito sociale” (社会信用体 in cinese e shèhuì xìnyòng tǐxì in pinyin) non ha un significato preciso, anzi, è un termine volutamente ampio e vago che consente la massima flessibilità delle politiche.
Inserito in un quadro normativo, il “sistema di credito sociale cinese” (conosciuto anche come “sistema di ranking cinese”) si riferisce a una rete diversificata di iniziative volte a rafforzare la quantità di “fiducia” all’interno della società cinese.
L’introduzione del sistema di credito sociale cinese è stata formalmente annunciata nel 2014 ma  l’idea, o la  filosofia alla sua base potrebbe essere fatta risalire al periodo degli “stati in guerra” della storia cinese. Per esempio  Confucio (551–479 aEV) sostenne una concezione “olistica” della natura umana in cui il benessere individuale era connesso al buon carattere e al corretto funzionamento della società nel suo insieme.
Mozi (470 aC–391 aC) suggerì che tutti gli esseri umani dovrebbero prendersi cura l’uno dell’altro allo stesso modo e sostenne una società in cui tutti fossero trattati in modo imparziale.

Nel 20° secolo, sono stati sviluppati sistemi di registrazione pubblica per registrare il comportamento e le azioni di individui comuni. Ad esempio, il sistema hukou, in vigore nella sua moderna incarnazione dal 1958, registra le famiglie, controlla i movimenti interni all’interno della Cina e assegna benefici alle famiglie a seconda della loro posizione rurale o urbana.
Il dàng’àn 档案 è un insieme di record relativi a un individuo all’interno della Cina, che registrano le “prestazioni e atteggiamenti” di quell’individuo.  Nel 2019 il Consiglio di Stato ha pubblicato “Pareri guida sull’accelerazione della costruzione di un sistema di credito sociale e sulla creazione di un nuovo meccanismo di vigilanza basato sul credito”.

E le sanzioni sono state individuate in divieti di viaggio ( nel solo  2019 quasi  23 milioni di persone sono state messe nella lista nera del viaggiatore). Il National Public Credit Information Center cinese tiene conto delle azioni e dei relativi crediti o debiti . Il punteggio di credito sociale può impedire agli studenti di frequentare determinate università o scuole se i loro genitori hanno un rating di credito sociale scarso. Ad esempio, nel 2018 a uno studente è stato negato l’ingresso all’Università a causa della presenza del padre in una lista nera di debitori.
Il quadro mi sembra chiaro, ma la domanda è: l’occidente cosa farà?

Articolo precedenteBRUXELLES – La Pelouse des Anglais
Articolo successivoRosella Serra (Google) presidente Advisory Board di  OBE – Osservatorio Branded Entertainment
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.