L’Homo Sapiens Technologicus e le trasformazioni del rapporto fra uomo e tecnologie, incontro alla Sapienza promosso da Giovanna Gianturco, con Massimo Di Felice (Universidade de São Paulo, Brasile); Derrick de Kerchove (Osservatorio TuttiMedia); Alberto Marinelli (Sapienza e Digital Transformation Institute) e i discussant Barbara Carfagna (RAI, giornalista e conduttrice televisiva); Alessandro Pica (Eni SpA – Responsabile Media Production); Maria Pia Rossignaud (Media Duemila Direttrice responsabile); Claudio Marciano (Università della Valle d’Aosta); Ombretta Presenti (ENEA-Divisione Biotecnologie e Agroindustria).

La trasformazione in atto è qualitativa ed anche sociale ecco perché la trasfigurazione del mondo è alle porte, secondo Massino Di Felice (San Paolo Br). Alla Sapienza più che di trasformazione si parla di simbiosi perché come dice Derrick de Kerckhove siamo all’era del “Gemello Digitale”.
“Il Gemello Digitale inaugura una nuova era sociale ed è in linea con la trasfigurazione del pianeta di Di Felice – afferma de Kerckhove”.
“La nuova forma di comunicazione alla quale andiamo incontro è connettiva – ribatte Di Felice – perché ogni superficie diventa codice di informazione. L’intelligenza artificiale è arrivata a creare reti di non umani, i sensori sono i protagonisti dell’ecologia connettiva.”
Un ecologia che deve portare al rispetto per l’ambiente perché come sottolinea Alessandro Pica: “i cambiamenti climatici sono un problema urgente”. Infatti Eni è impegnata in un piano di riconversione delle raffinerie e nello sviluppo delle energie rinnovabili perché i danni energetici all’ambiente non devono essere sottovalutati.
Pica, Di Felice e de Kerckhove sono tutti e tre preoccupati per l’ambiente. “Cautela e protezione – dice Di Felice – devono essere rivolti al mondo delle piante e degli animali”.
La sensibilità reattiva e l’intelligenza delle piante è stata ripresa da de Kerckhove. Tutti hanno parlato di casi concreti cosicché le testimonianze sono andate oltre la mera dimostrazione di buona volontà.
Lo studio etnografico di Marinelli fa vedere la progressiva accettazione della rete anche se evidenzia ancora le paure insite nella gente. “Esiste una certa diffidenza per la scienza – spiega – infatti la maggioranza delle persone intervistate teme che i progressi tecnologici non apportino un immediato beneficio. Ma allo tesso tempo l’innovazione suscita emozioni positive”.

Infine Massimo Di Felice ribatte che i dati oggi non sono più gestibili dall’uomo ma dal flusso di informazione che ne deriva ci sono conseguenze per l’uomo: “Anche lo spread è un attore sociale perché influisce sulla vita economica, e lo spread deriva dagli algoritmi – dice Di Felice -E’ questa la tecnologia che trasforma la vita”.
Ma la vita è sostenuta anche dai progressi in agricoltura che diventa 4.0 spiegano i responsabili dell’ENEA che promuove un progetto di produzione sostenibile che va oltre le serre di prossimità ed impiega i sensori per dare ad ogni pianta ciò che necessita in un dato momento.
Programmare il mondo è anche questo, ha concluso Maria Pia Rossignaud direttrice di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia: “Un’attenta programmazione come con de Kerckhove ripetiamo da anni serve a trovare equilibri affinché l’entropia sociale e ambientale siano controbilanciate dallo sforzo tecnologico”.

Homo Sapiens Technologicus