La maratona promossa dagli Stati Generali delle Donne che si è tenuta on line il 27 febbraio dalle ore 15.00 alle 21.00 con la partecipazione di istituzioni europee e nazionali rappresentanti di corpi intermedi, esperti dei temi discussi e città in collegamento da dieci diversi Stati Membri, ha avuto lo scopo di portare all’attenzione della società civile la forza delle idee e della concretezza delle donne ma anche l’Europa reale, raccontando cosa ha fatto il Parlamento Europeo, organo eletto che rappresenta le cittadine e i cittadini europei, per reindirizzare il NGEU verso le donne. La forza dell’Europa è di essere una vera potenza normativa globale, patria dell’uguaglianza e dei diritti che permettono la libertà nel rispetto del bene comune, e, oggi finalmente in grado di declinare al meglio, alla prova della pandemia, anche la parola fraternità e sorellanza, quella trascurata e mancante tra i valori che da sempre animano il nostro continente.

Una #maratona per l’Europa necessaria perché non possiamo fermarci, perché si tratta di realizzare una promessa di pace, inclusione e prosperità, di sostenere un nuovo modello di sviluppo che sia anche deciso dalle donne, perché le cose che valgono vanno difese e fatte crescere e l’Unione Europea è stata un propulsore di avanzamento dei diritti delle donne per gli stati membri che erano più indietro, come il nostro, su questo fronte, ma anche un agente di mantenimento dell’attenzione alta per quelli più avanzati perché c’è ancora molto cammino da fare per tutte e tutti verso la parità visto che nessun paese al mondo l’avrà raggiunta neppure nel 2030 (World Economic Forum 2019).

L’Europa resta il posto migliore al mondo per nascere donna ed avere imposto il gender mainstreaming come necessario riferimento trasversale sulla base del quale andranno valutati i Piani nazionali di Resilienza e Riforma, è un passo decisivo anche se non esaustivo ne è la prova. Nel Next Generation EU oggi manca un allocazione specifica per le donne ma c’è un’indicazione precisa per quanto riguarda il rispetto degli indicatori di impatto di genere. Aver indicato agli Stati Membri che il NGEU non poteva essere gender blind costituisce un indirizzo unificante e rilevante che ha la forza potenziale di modificare le strategie di sviluppo e compiere un avanzamento nella giusta direzione per una parità sostanziale non solo invocata e dichiarata.

Questi fondi dovranno essere orientati su filoni di investimento definiti: trasformazione ecologica e digitale per circa il 60%, infrastrutture fisiche e immateriali, coesione sociale, lotta alle disuguaglianze.

L’ambiente, il lavoro, l’economia sostenibile, i cambiamenti climatici, il ruolo delle città, la crisi economica, la povertà sempre più diffusa, la speranza di futuro per le giovani e i giovani e per la qualità della vita di tutte e tutti noi: questi sono stati gli argomenti del dibattito condotto con la convinzione che il “sogno” deve diventare progetto concreto.

Il confronto è stato affrontato guardando alla nuova economia attraverso l’Agenda Sociale di Porto e l’appuntamento del Vertice del prossimo 7 maggio, all’autonomia strategica della UE e all’appuntamento del G20 e del W20, mettendo in evidenza il valore del multilateralismo della Cop26 per lo sviluppo sostenibile e valutando come tutto questo si rispecchia nelle misure positive della nuova Strategia UE 2020-2025 per la parità di genere avendo come principio guida il lavoro femminile nelle imprese e come imprese a leadership femminile, nei servizi come nella PA, senza trascurare la piaga che non deve essere più tollerata della violenza e del femminicidio.

Le domande cui abbiamo cercato di rispondere e per le quali abbiamo fatto emergere parole chiave sono:

*Come si procede a programmare queste risorse europee comuni in tutti gli Stati Membri? Le percentuali di concentrazione tematica del 37% Green e del 22% Digitale daranno impulso ad un’Europa nuova e più avanzata ma quale sarà l’impatto di genere?

* Che tipo di leadership vogliamo?

Da oltre sei ore di discussione abbiamo estratto dieci parole chiave per le donne europee in questo cammino verso la parità, parole che sono altrettanti focus, percorsi concreti, che ci uniscono nel costruire con determinazione la road map dello sviluppo sostenibile che realizzi quell’empowerment che i decisori politici dichiarano da tempo di perseguire e che oggi insieme sentiamo la forza di poter realizzare: le donne possono costruire il futuro per loro stesse e per tutti.

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