Gli Stati Generali delle Donne si dicono contrari all’eliminazione delle preferenze dalla legge elettorale. In una nota sottolineano che le preferenze sono “lo strumento più diretto per garantire rappresentatività e riavvicinare cittadine e cittadini alle istituzioni, in un momento di forte astensionismo, specie femminile”.
A 80 anni dal primo voto delle donne italiane, secondo gli Stati Generali eliminare le preferenze significherebbe “affidare la selezione delle candidature solo ai vertici dei partiti, riducendo la libertà di scelta e l’autonomia degli eletti”.
Per mitigare i rischi di clientelismo e squilibri, viene proposta l’introduzione o il rafforzamento della doppia preferenza di genere, insieme a regole di trasparenza sui costi di campagna. Con collegi elettorali molto ampi, le preferenze restano “l’unico strumento che rende l’elettore protagonista”.
