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L’era della trasparenza è già iniziata, cosa faremo se questa ossessione si sviluppa solo in una direzione Top Down? Da quando Vivian Rending si occupa del diritto all’oblio, problematica completamente sommersa dal PRISM, in pochi comprendono che oggi si tratta di discutere dell’angoscia dell’individuo. L’invasione mutuale dei paesi capaci di gestire i BIG DATA hanno capovolto il problema, l’angoscia non è relegata alla sfera privata. I diritti che attengono alla sfera della privacy vanno studiati sotto una nuova luce. Immaginare che i ricchi di domani sono coloro che possono permettersi di assumere un hacker a difesa personale, non è solo una divertente fantasia.
Ecco perché il diritto all’oblio e il focus scelto per il premio Nostalgia di Futuro 2013, in ricordo di Giovanni Giovannini, alla V edizione. Dove conduce l’esasperazione della trasparenza nell’era elettrica? Cosa succede in uno Stato totalmente trasparente? La serie televisiva canadese “Continuum “ anticipa la società del 2077, dove al protettore (evoluzione del poliziotto) non sfugge niente perché legge la mente, si collega alla rete dal cervello. Roberto Saracco, direttore dell’EIT ICT Labs di Trento, nell’articolo ‘La rete del futuro: cervello/cervello. Tutto nasce dalla scintilla di Volta’ (MD giugno) afferma: “A fine anni 90 ho scritto un libro dal curioso titolo La Scomparsa delle Telecomunicazione. Il titolo derivava dalla considerazione che la pervasività e facilità d’uso delle reti di telecomunicazioni avrebbe portato nel giro di una quindicina d’anni a farle scomparire dalla percezione degli utilizzatori. Il flat rate, pagamento di una cifra mensile che avrebbe consentito un utilizzo illimitato del trasporto, avrebbe rimosso ulteriormente la percezione della connettività così come la presenza di un telefonino in ogni istante della giornata avrebbe reso trasparente l’accesso alle reti. Direi, a quindici anni di distanza, che queste considerazioni si sono in buona misura avverate. Oggi ci accorgiamo di quando ‘manca’ la connettività, non di quando questa è presente”.

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