Dei pericoli dell’inquinamento han preso coscienza tutti. Relegati in un angolo Trump e qualche scienziato inaffidabile, i leader del mondo, col Summit G20 romano e col COP26 di Glasgow, han capito che bisogna correre per fermare una crisi climatica globale. Nella pratica siamo lenti. Occorre che le energie rinnovabili sostituiscano i combustibili fossili, che le produzioni industriali e gli sprechi nei consumi siano regolati a misura sostenibile. Ciò significa un periodo di transizione verso nuovi modelli economici ancora tutti da costruire. Bloccare l’inquinamento da subito significherebbe fermare i motori della società, arrestare industria estrattiva, chiudere fabbriche, abbandonare autoveicoli, sostituire caldaie domestiche, limitare il cibo e i mercati, probabilmente spegnere apparecchi elettrici compresi televisori e telefoni. Anche i nostri ‘media’, bandiere di civiltà, dovrebbero fare qualche cambiamento. La transizione richiede volontà e tempo, forse più di una generazione. Andiamo avanti “step by step” come dice anche Draghi “sì che i nostri sogni siano ancora vivi”.
256 – STREAMING POLLUTION
Forse per i broadcaster l’inquinamento è trascurabile. Se i motori per il movimento, il riscaldamento e l’industria inquinano, non si può trascurare che anche un telefonino, un computer o un televisore hanno la loro quota di avvelenamento dell’ambiente. Ogni fase di una produzione di elettricità produce anidride carbonica. Un’ora di televisione ‘fa’ circa 55 grammi di CO2. Moltiplicatela per i miliardi di apparecchi e per i miliardi di ore di visione e vi ritroverete qualche gigatonnellata contaminante. Da notare che il consumo elettrico di un televisore da 50 pollici risulta essere circa 4,5 volte quello di un laptop e circa 90 volte quello di uno smartphone. Anche le ricerche sul web, le email inviate o ricevute e gli aggiornamenti sui social significano consumo di energia elettrica e quindi emissione di gas serra. Secondo le stime degli esperti, il consumo di elettricità di internet (consumo del device, trasferimento di dati, gestione del server), in termini di emissioni di gas serra rappresenta il 3,7% delle emissioni globali, ovvero l’equivalente di tutto il traffico aereo del mondo. E si stima che i consumi raddoppino entro il 2025!
257 – BIG TECH E TV
Forse per le Big Tech l’inquinamento è trascurabile. Global TV Group, il raggruppamento di società televisive e loro concessionarie commerciali in Europa, Nord America, Australia e America Latina, ha rilasciato recentemente un nuovo aggiornamento del suo Global TV Deck con i dati di 15 mercati in tutto il mondo. Katty Roberfroid, Direttore Generale Egta (l’Associazione internazionale delle Concessionarie televisive tv e radio), conferma che “i marchi nati su internet e i giganti online ripongono la loro fiducia e investimenti pubblicitari sulla televisione”. Facebook, Apple, Amazon, Alphabet e Microsoft, riconoscono la tv come un prezioso mezzo per guidare la crescita e la utilizzano più che mai per comunicare. Collettivamente, le cinque principali società tecnologiche si classificherebbero come il primo spender tv negli Stati Uniti, il secondo più grande inserzionista in Germania e Canada e nei tre maggiori investitori per la pubblicità televisiva nel Regno Unito.
258 – COPERTURA TV
Forse per i telespettatori l’inquinamento è trascurabile. Il pubblico si nutre di comunicazione con percorsi crossmediali sempre in evoluzione e anche i sistemi di misurazione delle audience si devono aggiornare. In Italia gli investimenti pubblicitari inseguono i consumatori sul web, ma per quanto riguarda la copertura la televisione continua ad essere il riferimento principale per le notizie, l’intrattenimento e ‘i consigli per gli acquisti’. Nel mercato italiano il Global Tv Deck riporta una sintesi dei dati Auditel 2020 sull’ascolto televisivo superiore al minuto, per il pubblico maggiore di 4 anni, inclusi ospiti. La copertura è del 73,6% nel giorno, 88,6% nella settimana, 94,3% nel mese. Una stima di Mediaset, basata su dati gennaio-agosto 2020 di Auditel, Audiweb, Comscore e piattaforme OTT, indica 318 minuti al giorno di audience per gli adulti over 15 anni e 238 minuti per la fascia di età 15-34. https://www.theglobaltvgroup.com/tgtv-deck/
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it