La selva oscura ben si addice all’ambiente psicologico di questa congiuntura. Improvvisamente potremmo incontrare una fiera che ci infetta il corpo, se non la mente. Ogni viaggio è a rischio, i giovani saltano la scuola e la socialità, cinema e teatri chiusi. Gli artigiani e i piccoli commercianti sono impacchettati. Debiti privati e pubblici in crescita, come la disoccupazione. Tempi e metodi nuovi. Si allarga la tecnologia delle telecomunicazioni.  La sfida, globale, sarà proprio lì, sviluppando intelligenza artificiale, robotica, cloud, blockchain, cyberprocedure, e-commerce. Poiché i rischi sanitari prolungheranno la recessione, è opportuno che gli esperti di marketing esplorino nuovi sistemi di civiltà economica. Ancora una volta i terrestri si devono adeguare alla mutazione. Il passato non tornerà più. La pandemia contribuisce ad accelerare i processi di adattamento. Oggi qualche consiglio. In pillole non esaustive. Se gli esempi non calzassero, il lettore creativo comprenderà i significati.
136 – STRUMENTAZIONE
Vista la situazione e la necessità che la trasformazione digitale sia a lungo termine, occorre che vengano innovati gli equipaggiamenti personali: ultime generazioni di telefoni, computer, tablets, televisori, ma anche archivi hardware, software e app adeguate. Saranno più utili di un nuovo motore di automobile. Chi fa comunicazione si attrezzi per le video-conferenze plurime, ma anche per i layout delle proprie slides o immagini, design; e impari un po’ come fare le narrazioni orali e scritte (si chiama storytelling management). Ci si inventa magari un notiziario di cronache del proprio quartiere e del proprio paese. Qualcuno già lo sa fare, molto bene. Per fare gli acquisti, si studia i cataloghi online, si visita uno showroom sul web, si compara le offerte e si ordina per e-commerce. Manca il contatto col venditore e il tatto con la merce, ma arriva tutto a casa e se non va bene lo restituisci.
137 – NEW SKILL
Conversione di professionalità e diversificazione industriale. Alcune produzioni e alcuni mestieri sono obsoleti, o ineconomici, o bloccati dalle ordinanze salvavita. Le alternative sono difficili e terribilmente impegnative, ma un imprenditore sa organizzarsi. Più difficile a livello personale. Chi faceva l’accompagnatore turistico e conosce la storia dell’arte e le lingue estere provi a dare ripetizioni di materie culturali, da remoto, ai poveri studenti della DAD (Didattica A Distanza), che ne hanno tanto bisogno perché non ce la fanno a imparare nel bailamme scolastico. Chi sa di matematica può insegnare anche le scorciatoie per risolvere le equazioni. Anche un cuoco può aprire un sito per dare lezioni di cucina con ricette nuove ogni giorno; se fidelizza un po’ di clienti potrebbe affidare il sito a un provider che gli procura la pubblicità col Programmatic. Ci sono influencers partiti da zero, che si sono fatti tanti followers. Si può partire da un social network o anche dal proprio condominio, con una locandina in portineria e far girare la voce, un twitter o una newsletter. Per chi è solo cameriere o lavapiatti sarà più difficile, ma potrebbe mettersi in società con cuochi veri e far consegne a domicilio, dovunque, tipo Interflora. Da studiare il ‘targeting granulare’.
138 – TOCCA ALLO STATO
Non tutti hanno preparazione, risorse e capacità imprenditoriali. Ci sono problemi di età, gender, censo, abitazione. Se il sistema del capitalismo liberista non riesce a tutelare tutti i cittadini, in democrazia tocca allo Stato proteggere i più deboli. L’assistenzialismo o i ristori sono forme di aiuto occasionali. Ci sono lavori sociali di ambito pubblico che lo Stato potrebbe avviare. In amministrazione ci sarebbe da rifare il catasto edilizio e tanti censimenti di settore, digitalizzare in modo unificato le schede della salute, manutenere infrastrutture e aree urbane o verdi o spiagge, insegnare informatica ai meno giovani, assistere metodicamente gli anziani. Investire denaro per migliorare l’ambiente, senza sprecarlo per rimborsare gli acquisti di monopattini! I beni pubblici sono spesso trascurati e una miglior manutenzione consentirebbe risparmi e benefici al welfare. Certo è che i cittadini vogliono più efficienza dagli amministratori pubblici, più trasparenza dai politici, meno confusione nelle comunicazioni. E’ in atto uno straordinario e irreversibile cambiamento di comportamenti sociali.
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it