Lettera aperta di Paolo Lutteri1° febbraio 2024
Caro Tommaso,
non conosco bene i programmi del tuo corso di Ingegneria gestionale, ma ti lancio qualche citazione dei protagonisti principali del sistema informatico. Motori che stanno un po’ dietro le quinte.
Il progresso digitale, quello dei bit che fa capo a 1/0 (= luce accesa/luce spenta), oggi ci permette di conoscere, calcolare, assemblare il passato, il presente e anche il futuro. Sia con le variabili della natura (fisica, chimica, meccanica, meteorologia, ecologia …), sia con quelle della società umana (lavoro, giustizia, cultura, economia …). Ricerche e soluzioni sono matematicamente a portata di intelligenza umana e artificiale. Ci sono macchine formidabili. I supercomputer sono composti da molti apparecchi che lavorano insieme, formando un cluster. I computer possono essere connessi con una rete ad alta velocità, che consente loro di comunicare e coordinare le operazioni. Il supercomputer usa l’elaborazione parallela, cioè svolge più attività contemporaneamente, invece di una alla volta. Tenendo conto che non è possibile superare la velocità della luce, l’unità di misura è il petaflop (Pflop/s), che equivale a un milione di miliardi di istruzioni/calcoli al secondo. Tieni conto che i personal che utilizziamo al lavoro o a casa hanno una capacità all’incirca di centomila volte inferiore.
Oggi i supercomputer più potenti al mondo sono: Frontier (HPE Oak Ridge National Laboratory, Tennessee, USA) che raggiunge 1194 Petaflop/s, Aurora (Argonne Leadership Computing Facility, Illinois, USA) 585 Pflop/s, Eagle (Microsoft Cloud Azure) 561 Pflop/s, Fugaku (Riken e Fujitsu in Giappone) 442 Pflop/s, LUMI (Centro EuroHPC presso CSC in Finlandia) 379 Pflop/s, Summit (IBM presso l’Oak Ridge National Laboratory USA) da 148 Pflop/s. In una classifica per Nazioni, i supercomputer in USA sono 161 e possono governare 5711 Pflop/s, in Cina sono 104 con 770 Pflop/s, in Giappone 32 con 866 Pflop/s, in Finlandia solo 3 impianti ma 546 Pflop/s in totale.
In Italia abbiamo il supercomputer Leonardo (https://www.cineca.it/temi-caldi/Leonardo) presso il tecnopolo Cineca di Bologna, con una capacità prevista di 238 Pflop/s. Il consorzio Cineca gestisce il supercomputer e offre servizi di calcolo, formazione, consulenza e supporto a università, enti di ricerca, aziende e pubbliche amministrazioni, tra cui l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN, per studiare la struttura della materia, le reazioni nucleari, la fisica delle particelle e la cosmologia), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF, per esplorare l’universo, le galassie, le stelle, i pianeti e i fenomeni astrofisici), il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR, che finanzia il progetto e promuove la collaborazione tra le istituzioni accademiche e scientifiche italiane e internazionali), la Commissione Europea che cofinanzia il progetto nell’ambito del programma EuroHPC e coordina la rete di calcolo europea ad alte prestazioni. È in costruzione anche il supercomputer HPC6 dell’ENI, presso il Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia) che punta a 600 Pflop/s.
Poi ci sono i computer quantistici, formidabili ma più fragili. Utilizzano i fotoni subatomici, che possono assumere più valori contemporaneamente grazie alle proprietà quantistiche della materia, come lo spin delle particelle, che ha due stati codificabili per informazioni binarie. I fotoni sono particelle di luce e il loro uso come qubit (= bit di calcolo quantistico), insieme ad altri fattori come la temperatura di ambientazione, i tassi di errore, la connettività, la scalabilità e l’entanglement (= intreccio quantistico), produce un volume quantico che viene considerato misura dell’efficacia di un computer di questo tipo. L’informatica quantistica sta passando dalla fase sperimentale a quella operativa. In questo campo operano alcune tra le più grandi aziende informatiche e istituzioni di ricerca, con realizzazioni e progetti d’avanguardia in costante evoluzione per la potenza di calcolo e con percorsi di ricerca tra loro molto differenziati. Esempi in Usa: Osprey, Progetto Condor e Sistema Kookaburra di IBM, Google Quantum AI e Sycamore di Google, Azure Quantum di Microsoft, Braket di Amazon, Quantum Learning Machine di Atos, Atom Computing, Rigetti Advantage, Intel Horse Ridge II, D-Wave Advantage; in Canada: Borealis di Xanadu; in Cina: Jiuzhang dell’Università di Scienza e Tecnologia, Alibaba Quantum Lab in collaborazione con l’Accademia delle scienze, Qianshi di Baidu.
In Italia sono operativi due progetti: Seeqc System Red con il supporto dell’Università Federico II di Napoli e Epique (European Photonic Quantum Computer) con l’Università Sapienza di Roma, finanziato dalla Commissione Europea, che vuole lanciare una piattaforma quantistica di oltre 1000 qubits.
Se vuoi approfondire i progetti ti suggerisco di consultare direttamente sul web i siti dei brand citati.
Al di là di queste top parade, mi chiedo come mai con questi potenti equipaggiamenti tecnologici non riusciamo ancora a far funzionare per bene i governi della società umana. La gestione politica è affidata a mani spesso incompetenti. Quella economica è sotto l’arrembaggio dei tycoons, la formazione è un pour-parler nei social, il benessere è un’incognita, i conflitti infuriano. Di fatto si accumulano le responsabilità dei leader che quasi mai, almeno da noi, sanno usare la tecnologia, neanche per gestire i servizi pubblici più semplici. Con i supercomputer spero sia la volta buona per avere un catasto immobiliare nazionale, un’anagrafe unificata, una trasparenza fiscale completa, una tessera sanitaria polivalente … Per il momento fermo qui i desideri e le lamentele…
Tu non badarci troppo, studia e sappi che toccherà alla tua generazione risistemare il mondo. Ciao Tommaso!
Paolo
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it