Da oggi basta un braccialetto e un cellulare per essere continuamente monitorati dal medico sia a casa che fuori.

E’ questa infatti la rivoluzione nella telemedicina che viene da “SweetAge1″, un progetto di ricerca nato dalla efficace collaborazione fra università e impresa. Questo nuovo sistema di medicina a distanza ci permette di essere monitorati e curati direttamente da casa nostra, senza dover andare in ospedale.

Il kit per il telemonitoraggio, sviluppato e prodotto nel progetto SweetAge1, è stato testato su pazienti anziani con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e i risultati sono stati molto incoraggianti, sia dal punto di vista scientifico-medico, sia dal punto di vista di sostenibilità e competitività dei costi rispetto ai sistemi di ricovero e cura tradizionali.

Un aspetto interessante è che, essendo stato testato su pazienti anziani, è risultato di facile utilizzo e di spiccata ergonomia.

Il kit è composto da uno speciale braccialetto “su misura” (in cui è installata la sensoristica necessaria alla specifica patologia), da un Pulsiossimetro (apparecchiatura medica che permette di misurare la quantità di emoglobina legata nel sangue in maniera non invasiva) e da un cellulare.

Ad orari prestabiliti, il cellulare avvisa il paziente di infilare il dito nel cappuccetto del Pulsiossimetro per la rivelazione dei parametri vitali. I dati rilevati sono: la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la saturazione dell’ossigeno nel sangue, il livello di attività fisica, la temperatura ambientale e l’indice di attivazione del sistema nervoso simpatico.

Questi parametri biometrici vengono immediatamente trasmessi al medico tramite il cellulare in dotazione collegato al kit via Bluetooth.

Il medico li riceve e li gestisce direttamente sul suo computer attraverso il “Monitor System”, un particolare software web-based. Ora è il medico che, ovunque si trovi e utilizzando un qualsiasi dispositivo collegato ad Internet, può tenere sotto controllo i propri pazienti.         

Per come è stato strutturato e organizzato il progetto, l’aspetto innovativo è la sua potenziale espansione modulare ad altre patologie. Sfruttando il diffuso collegamento Bluetooth, SweetAge1 può interfacciarsi con altri dispositivi telemedicali già in commercio, o di prossima produzione, che potranno interagire efficientemente con il “Monitor System”.

 

Un ultimo importante aspetto è che, il progetto, è stato finanziato con soldi pubblici dalla Finanziaria Laziale di Sviluppo (FI.LA.S.) in ambito del “Distretto Tecnologico delle Bioscienze DTB – FI.LA.S.

 

Il gruppo di progetto è costituito da Intersistemi Italia-Evolvo, Università Campus Bio-Medico di Roma, C.A.T.T.I.D Università “Sapienza” di Roma, GO Management Consulting e Fondazione Alberto Sordi.