All’evento dell’Osservatorio TuttiMedia, Mattia Tarelli (Government Affairs and Public Policy Manager di Google) ha analizzato il ruolo dell’intelligenza artificiale nel lavoro e nella società, ringraziando Mediaset e Maria Pia Rossignaud per aver creato un luogo di confronto unico.
Dalla Mediaset degli anni ’90 alla missione di Google
Tarelli, classe 1990, ricorda come la Mediaset degli anni ’90 abbia rivoluzionato il mercato televisivo, un impatto paragonabile a quello che Google ha avuto dal 1998 con la sua missione: rendere l’informazione accessibile e utile a tutti.
Prima del motore di ricerca, trovare contenuti online era quasi impossibile senza conoscere l’URL esatto.
Innovazioni diventate abitudini quotidiane
Molte funzioni oggi considerate “normali” derivano da anni di evoluzione dell’AI, come la correzione dei refusi e l’autocompletamento (2008). Inoltre Google Lens (2017) nasce per la ricerca attraverso immagini. Tutte queste novità sono progettate per collegare le persone alle fonti più autorevoli nel minor tempo possibile.
L’approccio Google: innovazione audace ma responsabile
L’intelligenza artificiale è da sempre al centro dei sistemi Google, guidata da due principi: Bold, spingere sull’innovazione; Responsible, garantire un uso sicuro e affidabile.
Google considera l’informazione un bene pubblico e punta a preservarne la qualità.
AI Overviews e AI Mode: la nuova generazione della ricerca
Le novità illustrate da Tarelli sono AI Overviews, che sintetizza risposte complesse citando le fonti, e AI Mode, una modalità multimodale che permette ricerche più articolate e risposte personalizzabili, come ad esempio itinerari adattati a condizioni meteo diverse.
L’AI come supporto, non come sostituto
Rispondendo al timore che l’intelligenza artificiale “liberi troppo tempo” sottraendo significato al lavoro umano, Tarelli chiarisce che l’AI affianca le persone: migliora processi, velocità e precisione, senza sostituire il contributo umano.
Un dato che colpisce: la curiosità non si ferma
Dal 1998 ogni giorno il 15% delle ricerche su Google è completamente nuovo.
Un numero che testimonia quanto la curiosità umana continui a espandersi, indipendentemente dalle tecnologie.