Il rinnovamento del settore editoria e la crisi che attanaglia le edicole viaggiano a braccetto, e in un momento di grandi cambiamenti sarà necessario individuare strumenti che possano giovare sia agli editori che a distributori e commercianti. A tal proposito, la Fieg, la Federazione italiana editori giornali, si è resa “disponibile fin da subito” a partecipare al tavolo nazionale chiesto dallo Snag, il sindacato nazionale autonomo giornalai di Confcommercio, al quale partecipino anche i distributori.
Fabrizio CarottiAd assicurarlo è il direttore della Fieg, Fabrizio Carotti, a margine dell’XI Congresso del sindacato a Firenze. “Noi incontriamo abitualmente, nelle sedi contrattuali e di accordo, tutte le organizzazioni sindacali e siamo ben disponibili ad avviare un tavolo congiunto. Tutti insieme dobbiamo metterci a lavorare, con buona volontà – ha proseguito Carotti – per il futuro della distribuzione: dagli editori ai distributori nazionali, a quelli locali, ai punti vendita. Tutti insieme dobbiamo trovare le sfide per la distribuzione futura usando anche le nuove tecnologie”.
Un futuro che Carotti vede per i punti vendita: “L’edicola dovrà diventare anch’essa un luogo dove con le nuove tecnologie si riesce a migliorare il servizio al cliente. Noi – ha concluso il direttore della Fieg – abbiamo la stessa ambizione dei punti vendita”.
giulio_anselmiIntanto, il Presidente della Fieg, Giulio Anselmi, ha annunciato per mercoledì 16 aprile la presentazione dello studio su “La Stampa in Italia 2011-2013” con le cifre della pesante crisi che attraversa il settore.
“L’intesa col precedente governo per un aiuto – definito nei tempi e nell’oggetto – all’editoria giornalistica per superare l’emergenza congiunturale e sostenere il passaggio all’era della multimedialità – ha commentato Anselmi – non deve restare allo stadio delle buone intenzioni. La legge di stabilità 2014 con il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” ha stanziato 120 milioni di euro in tre anni (2014-2016) volti ad incentivare gli investimenti delle imprese editoriali in innovazione tecnologica e digitale, l’ingresso di giovani professionisti nel campo dei nuovi media e a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. Ma il decreto attuativo che doveva essere emanato entro il 31 marzo scorso non ha visto ancora la luce, mentre il Commissario straordinario per la revisione della spesa ha inserito questi fondi tra i “trasferimenti aggredibili”. La speranza – ha affermato il Presidente della Fieg – è che il maldestro proposito di aggredire i fondi per l’editoria rientri tra le proposte di revisione della spesa che il premier Renzi ha manifestato l’intenzione di disattendere”.
“Piuttosto che aggredire tali trasferimenti – ha concluso Anselmi – occorre destinare al meglio le risorse previste, e – soprattutto – in fretta: ogni tentennamento o ritardo aggraverebbe ulteriormente una situazione già drammatica, maggiore e peggiore di quella più generale che coinvolge l’Italia, come dimostrano i dati sull’andamento della stampa quotidiana e periodica che il 16 aprile prossimo porteremo all’attenzione di Governo, Parlamento e Paese”.

Dario Sautto
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