di LUCA PROTETTI –

Ogni anno in Italia vengono acquistati circa 6,5 milioni di televisioni e di questi, circa il 10-15%, sono “connected TV”, device perennemente connessi al web che permettono di sfruttare non soltanto le frequenze digitali ma anche i canali in streaming e tutti i servizi offerti dalla rete.  Un nuovo modo di fruizione che sembra destinato spodestare la TV tradizionale. Da gli usi quotidiani delle persone, in particolare nel vecchio continente e in Italia.
L’alta definizione è sicuramente uno degli elementi che ha favorito l’avvento della TV sulla banda larga, velocizzando l’aggiornamento dei device nelle case degli spettatori che spesso hanno scelto le TV connesse. L’altro elemento propulsivo arriva sicuramente dai contenuti sempre maggiori offerti dalle connected TV”, ha spiegato Gabriele Elia, Responsabile Future Internet Technology and Research di Telecom Italia.
La necessità di approfondire il tema dei media nello sfruttamento della larga banda, nella trasmissione dei contenuti e nella promozione dei servizi ad essa connessa ha spinto Telecom Italia ad entrare come socio fondatore in HD Forum Italia. “Non è un caso infatti – aggiunge Elia – che i servizi HD in Italia siano nati insieme al forum. In quel momento il nostro paese viveva un momento di arretratezza nel settore, rispetto ad altri paesi, ma è un gap che ormai è stato ampiamente recuperato”.
Oltre cinque anni di attività che hanno visto impegnati i maggiori rappresentanti della filiera dell’audiovisivo: “Dal punto di vista commerciale Telecom ha fatto la sua parte con i servizi di Cubo Vision, dove il set top box e i media player sono HD compatibili. Nel forum invece ha partecipato direttamente alla stesura delle specifiche individuate per  armonizzare tutto il settore, con il contributo tecnico dei laboratori di TILab e degli stessi tecnici che hanno fattivamente collaborato sia nell’individuazione delle specifiche che nella sperimentazione”.
Dallo scorso anno HD Forum ha allargato i suoi orizzonti al 3D e all’Ultra HD. “Raggiungere la massima qualità con il 3D richiede un disponibilità di banda ancora maggiore di quella che utilizziamo adesso, ma è un campo che sperimentiamo un po’ tutti. E’ un percorso meno consolidato da parte dell’utente anche se i produttori di apparati e di contenuti spingono in questa direzione. L’Ultra HD invece – conclude Elia – richiede nuovi schermi e nuove piattaforme, è una frontiera nascente in termini di ricerca ma sarà una delle strade che sicuramente verranno esplorate”.

Luca Protettì

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