Il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti Telegram

“Esprimo il più profondo apprezzamento per gli esiti dell’inchiesta con cui la Procura di Bari, coordinata dal procuratore facente funzione Roberto Rossi, ha rinviato a giudizio nove amministratori di altrettanti canali Telegram e di decine di chat che diffondevano illecitamente interi giornali e riviste, ora indagati per violazione della legge sul diritto d’autore”.

Così il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali ha commentato gli ultimi sviluppi dell’operazione avviata, nella primavera del 2020, su segnalazione della FIEG, dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria del Colonnello Pierluca Cassano, e che ha portato complessivamente alla chiusura di 329 canali Telegram.

“Auspichiamo che simili azioni – aggiunge Riffeser – possano aumentare il grado di consapevolezza e di sensibilità in quella vastissima platea di utenti/clienti che alimentano il mercato della pirateria editoriale, spesso ignorando i rischi giudiziari che corrono direttamente e gli ingenti danni economici che provocano all’industria dell’informazione e alla libertà di stampa, danni stimati per il solo comparto dell’editoria in 670mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno”.

“La costante attività della Federazione a tutela del prodotto editoriale – conclude Riffeser – prosegue anche attraverso gli altri strumenti previsti dal nostro ordinamento, grazie alla recente modifica dei poteri dell’Agcom a tutela del diritto d’autore per violazioni che fino ad oggi sfuggivano all’Autorità, quali, ad esempio, la illecita diffusione di contenuti attraverso le piattaforme social e le piattaforme telefoniche o di messaggistica istantanea. Siamo lieti di aver contribuito, con le nostre segnalazioni, all’avvio di una riflessione che ha portato a questo importante risultato, ampiamente sostenuto da forze di maggioranza e di opposizione: un segnale di sensibilità per il settore dell’editoria. Un impegno concreto nell’attività di protezione del diritto d’autore”.