Il mercato delle televisioni è un settore complesso sia per motivi economici, sia per contenuti istituzionali e format tecnologici. La televisione è sempre più un’occasione di intrattenimento e solo più modestamente una fonte di approfondimento culturale e di informazione giornalistica.
Nel 2019 sono stati censiti più di 11.000 canali televisivi in Europa e poche si prevedono le differenze con l’anno in corso. Lo dichiara l’Osservatorio Audiovisivo Europeo (OEA) di Strasburgo, nel Rapporto reso pubblico il 9 aprile scorso. L’OEA, costituito nell’ambito del Consiglio d’Europa nel 1992, monitora normalmente 28 Paesi, inclusi Russia, Svizzera, Norvegia, Turchia, Marocco ed altri. Il suo data base ‘MAVISE’ si estende su 42 Nazioni dell’area europea e limitrofi; fornisce dati sulla proprietà dei canali, pubblici e privati, i servizi offerti e l’orientamento di marketing. Il documento è consultabile al link http://mavise.obs.coe.int.
Qui in sintesi i principali elementi, da precisare nelle diverse modalità di diffusione e di ricezione geografica e da approfondire nelle dettagliate tabelle fornite dall’Osservatorio.
I canali televisivi disponibili nei territori del data base sono 11.418. Di questi 4.657 sono collocati nell’Unione Europea e 4.757 sono locali. I servizi televisivi pay-on-demand sono 1.040, quelli free-on-demand sono 197; il 3% dei canali ha una versione differita nel tempo. Il 7,5% dei canali sono di proprietà pubblica, il 91,5% appartiene a una società privata, l’1% ha una proprietà mista; il 29% è disponibile in formato HD. Il 32% dei canali offre un servizio di catch-up tv (recupero per guardare i programmi non in diretta, usando un computer o un telefono, connesso a internet).
I contenuti dei canali possono essere così raccolti per prevalenza di contenuti: generalisti (21%), fiction cinematografica e televisiva (13%), sport (12%), intrattenimento (11%), musica (7%), bambini (6%), stile di vita / tempo libero / salute / viaggi (6%).
Nonostante il contesto pre-Brexit, il Regno Unito è rimasto il mercato più importante delle televisioni (1.026 canali). Altri grandi mercati audiovisivi europei includono la Federazione Russa (503 canali), poi i Paesi Bassi (478), la Turchia (400), la Germania (383), la Spagna (336) e la Serbia (327).
Interessante notare che, nel 2019, il numero di abbonati a video su richiesta (SVOD) in Europa ha superato per la prima volta in modo significativo 100 milioni e gli abbonamenti ora rappresentano oltre l’80% di tutti i ricavi video-on-demand. In sostanza si nota la migrazione sempre più rapida del consumo di video dalla televisione lineare a un apparecchio mobile, su qualunque terminale, disponibile sempre e ovunque.
Tra gli eventi di mercato del 2019 spicca l’acquisizione di 20th Century Fox da parte di Disney, che ora detiene un portafoglio considerevole di canali televisivi e anche una partecipazione nel servizio SVOD di Hulu, negli Stati Uniti d’America.
Per quanto riguarda i contenuti, è vivace la tendenza alla riallocazione di risorse dai film alle serie tv; le serie tv abbreviano le stagioni al fine di fidelizzare gli spettatori; il volume della produzione di fiction è aumentato considerevolmente dal 2016, mentre il numero di film per la tv sta diminuendo in modo significativo.
Le emittenti non solo sviluppano contratti, ma avviano alleanze internazionali importanti per estendere la diffusione.
In questo contesto la pubblicità televisiva ha fatto poco più che resistere alla migrazione apparentemente inarrestabile delle spese pubblicitarie su internet. Inoltre i finanziamenti delle emittenti pubbliche nella maggior parte dei Paesi hanno risentito di prospettive di bilancio limitate e di una forte aggressività della concorrenza dei privati.
Altri numeri interessanti sono forniti dall‘Osservatorio per quanto riguarda la fiction in tv in Europa: ogni anno sono circa 1.000 i titoli prodotti, con le serie di episodi (da 2 a 13) in crescita. In totale sono censiti circa 20.000 episodi e 13.500 ore prodotte ogni anno nell’Unione Europea.
Le soap opera giornaliere di lungo periodo rappresentano solo il 9% dei titoli, ma il 61% di ore prodotte. Al contrario, i film per la tv rappresentano il 36% dei titoli, ma solo il 4% delle ore.
La durata media di un episodio di serie tv della stragrande maggioranza dei titoli prodotti è di circa 36 minuti. I formati molto brevi (15 minuti o meno) rappresentano solo il 4% di tutti i titoli prodotti.
Circa il 50% dei titoli delle serie ritornano nella stagione seguente.
La Germania guida tutti i formati considerati, il Regno Unito è il primo produttore di serie di episodi. La struttura della produzione di fiction varia tra i principali Paesi: le soap opera di lunga durata sono dominanti in Spagna, Portogallo, Polonia, Grecia e Ungheria; Germania e Francia pongono attenzione superiore alla media sui film per la tv; Regno Unito, Francia, Paesi Bassi e Italia hanno un interesse specifico per le serie a episodi.
La Germania è il principale paese di produzione di fiction in Europa in termini di numero di titoli e ore prodotte. I Paesi con una forte attività nella produzione di soap opera sono anche tra i primi 10 Paesi produttori: Portogallo, Grecia e Ungheria. Il Regno Unito è il principale produttore di episodi seriali e la produzione è in aumento; come è anche in Spagna, Polonia e Finlandia. In totale le serie composte di vari episodi stagionali rappresentano il 46% dei titoli e il 23% delle ore prodotte. Un supermarket ricco dove prossimamente faranno la spesa anche i provider del web, mentre i social network (e i pirati) stanno smaccatamente sostenendo il trend di consumo.
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Televisioni in Europa

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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it