La tua fiducia è la linfa vitale del nostro giornalismo. Le parole sono di David Walmsley di The Globe and Mail.   Per più di due anni ha lavorato  per capire cosa gli utenti vogliono per sentirsi protetti ed aver fiducia  di quanto riportato nei giornali scelti. Anche alcuni giornali italiani fanno parte del progetto.

Thetrustproject.org, è stato lanciato al Newseum di Washington: tutto esaurito.

lo scopo del progetto è  capire come il giornalismo è percepito. L’ambizione è grande, ma il giornalista del Globe è certo che c’è bisogno continuare. Ha lavorato nelle redazione dei giornali della Scandinavia, Italia, Inghilterra e USA per permettere agli utenti di indicare se ciò che leggono è degno di fiducia.

The Globe and Mail partendo da questi presupposti ha deciso di adottare un codice che obbliga di fornire  i retroscena delle storie raccontate. Specialmente per quanto riguarda le inchieste che prendono mesi per essere completate.

“In genere si è lasciato che le storie parlassero da sole – scrive Walmsley –  ma oggi con i social media la verità che c’è dietro la storia è di chi urla più forte. Così si è reso necessario mostrare cosa c’è dietro il lavoro giornalistico per guadagnare la fiducia dell’utente”.

Secondo Walmsley il lettore si sente più coinvolto se capisce che dietro il lavoro giornalistico c’è un percorso che permette di produrre ogni giorno quel miracolo che è il quotidiano.

Oggi che le notizie sono a portata di mano tutto  e quindi le fasi produttive dell’industria delle notizie è difficile da capire.

“Molto spesso è necessario raccontare quante persone sono state intervistate – sottolinea il giornalista di The Globe – e quante fra queste hanno chiesto l’anonimato e perché abbiamo dovuto concederlo. In più si deve spiegare perché ci sono molte storie che non vengono pubblicate, ma che comunque hanno preso ore di lavoro di un giornalista. Insomma spiegare tutto, permette all’utente di partecipare sembra essere una strada di successo”.

Per il 2018 la proposta che Walmsley  fa dalle pagine del suo giornale è far diventare il 3 maggio non solo la giornata dedicata alla libertà di stampa,  ma anche la giornata dedicata alle notizie del giorno. Per un giorno in ogni angolo del continente si devono organizzare eventi per spiegare cosa c’è dietro il giornalismo responsabile e nello stesso tempo permettere alla gente di spiegare cosa significa per loro. Ciascuno dovrà raccontare la sua storia all’industria dei giornali e quest’ultimi dovranno tenerne conto se vogliono guadagnare audience.

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media , e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovanni storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono alle stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. L'ultimo testo: Are you ready for your digital twin. Per Ars electronica (uno dei premi pi+ù prestigiosi nel campo dell'arte digitale ha scritto nel catalogo "POSTCITY".