Digital News Report 2023 di Reuters

La natura mutevole dei social media  è evidente per il calo, con le reti tradizionali, anche di Facebook; TikTok astro nascente. Il Corriere della Sera avvia la ristrutturazione con meno pagine è più forza lavoro per dare più notizie aggiornate la mattina. E i giovani danno più ascolto agli influencer che ai giornalisti.

Queste le principali novità del rapporto che nella dodicesima edizione evidenzia che nonostante l’inquietudine pubblica per la disinformazione e gli algoritmi la nostra dipendenza da questi social  e motori di ricerca continua a crescere soprattutto per le abitudini delle generazioni più giovani, che sono cresciute con i social media e che prestano più attenzione agli influencer o alle celebrità che ai giornalisti.

I dati provenienti da sei continenti e 46 mercati, riportano delle diverse condizioni in cui opera il giornalismo in molte parti del mondo, ma anche le sfide comuni che gli editori devono affrontare per riguadagnare un pubblico che si fa coinvolgere poco, infatti solo circa un quinto degli intervistati (22%) afferma di informarsi dai siti Web app dei brand tradizionali.

Solo alcuni  editori del Nord Europa sono riusciti a invertire questa tendenza , la maggioranza dei giovani preferisce accedere alle notizie tramite percorsi secondari come social media, ricerca o aggregatori mobili.

Facebook rimane uno dei social network più utilizzati in assoluto, ma la sua influenza sul giornalismo sta diminuendo poiché si sta spostando su altri business.

TikTok, social network di proprietà cinese raggiunge il 44% delle persone di età compresa tra 18 e 24 anni nei vari mercati e il 20% per le notizie. Sta crescendo più velocemente in alcune parti dell’Asia-Pacifico, dell’Africa e dell’America Latina.

Nonostante le speranze che Internet potesse ampliare il dibattito democratico solo circa un quinto (22%) degli intervistati partecipa attivamente ai dibattiti politici. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, la percentuale di partecipanti attivi è diminuita di oltre 10 punti percentuali dal 2016.

Cosa succede del nostro sistema editoriale scosso dalla trasformazione digitale?

Gli editori acquisiscono società digitali focalizzate sui social media per rivolgersi a un pubblico giovane. La pubblicità digitale ha superato la tradizionale pubblicità offline, ma la percentuale che arriva per le notizie online rimane bassa, quindi i marchi tradizionali stanno ristrutturando le loro redazioni.

In Italia testate tradizionali come Panorama, Donna Moderna,  Il Giornale, stanno passando di mano mentre editori tradizionali come Mondadori si espandono in mercati innovativi: Webboh ora è del gruppo.

Anche il gruppo GEDI, che edita grandi quotidiani come La Repubblica e La Stampa, ha ceduto l’Espresso e diversi quotidiani locali e ha dato priorità alla distribuzione e alla monetizzazione dei contenuti sui social media, con l’acquisto nel luglio 2022 del 30% di Stardust, una società di marketing innovativa e in rapida crescita focalizzata sugli influencer.

Anche le nuove società editoriali come Chora Media puntano alle nuove realtà, infatti nel 2022 ha acquistato Will Media. Entrambe distribuiscono i loro contenuti principalmente su piattaforme di terze parti come Spotify (per i podcast di Chora Media) e Instagram (per i video di Will), ma i dati mostrano che la portata online generale di Will Media è ancora piuttosto limitata (2%), anche se va molto meglio tra i giovani di 18-24 anni (8%).

Pubblicità on line   e Paywall

Le entrate pubblicitarie online hanno superato per la prima volta le entrate pubblicitarie televisive ma la tendenza va verso l’implementazione di soluzioni paywall dal 2017, anche se la percentuale  dei paganti per le notizie online oggi ( al 12%)  è la stessa di cinque anni fa. Il Corriere della Sera, primo tra i principali quotidiani italiani a introdurre soluzioni a pagamento, ha recentemente festeggiato il raggiungimento di 508.000 abbonati digitali. Le entrate pubblicitarie non sono sufficienti a finanziare l’impresa.

I siti web di maggiore portata sono quelli  di TgCom24 e SkyTg24 di Mediaset, Rainews.it, ANSA e Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano). Fanpage che raggiunge il 26% e Il Post che raggiunge il 13% degli under 35 online sono le testate più popolari fra i giovani

Nel gennaio 2022, HuffPost Italia ha introdotto un modello freemium con parte del suo contenuto accessibile solo agli utenti paganti; questo ha generato 5.000 abbonati nei primi sei mesi, ma la sua copertura online – che era del 9% nel nostro ultimo sondaggio del 2022 – è scesa al 5%.

L’editore del Corriere della Sera ha recentemente annunciato una riorganizzazione editoriale per rafforzare le sue operazioni digitali. Insieme a un numero ridotto di pagine nell’edizione cartacea, queste modifiche includono un avvio anticipato del lavoro per garantire agli utenti online un’offerta di notizie più completa e migliorata sin dalle prime ore del mattino.

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.