Di misurazione e valore n questa era di totale cambiamento noi di TuttiMedia parliamo continuamente. Ne abbiamo discusso in Upa. Ed ora ho letto su Linkedin  dell’indagine su quanto vale davvero YouTube rispetto alla televisione tradizionale e agli altri media digitali. Domanda alla base del progetto sviluppato da Toyota Motor Italia insieme a Google, con il supporto di WPP Media Italy e T&P Italia, per analizzare il contributo della piattaforma in termini di reach incrementale, Connected TV e risultati di business.

L’iniziativa riflette una delle principali sfide del mercato pubblicitario: superare le misurazioni separate dei diversi media e adottare una visione integrata del percorso degli utenti tra schermi, piattaforme e contenuti. Tema caldo dei nostri giorni che, nonostante il mio DNA da teorico, mi interessa perché la sostenibilità dei media è uno degli argomenti di analisi del nostro Osservatorio TuttiMedia.

La crescita della Connected TV sta trasformando il modo di fruire i contenuti video, unendo l’impatto del grande schermo alle capacità di targeting e analisi del digitale.

Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sull’evoluzione del video advertising, sempre più influenzato dalla creator economy, dall’intelligenza artificiale e dalle strategie full funnel. Un cambiamento che richiede nuovi modelli di misurazione  utili alla scelta efficace degli investimenti in comunicazione. Su Engage l’articolo completo.

Articolo precedenteI pregiudizi dell’AI: presentazione alla Feltrinelli di Largo Argentina
Articolo successivo2026, l’anno delle donne agricoltrici: nutrire il pianeta tra innovazione e diritti negati
Derrick de Kerckhove
Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".